martedì, 20 Ottobre, 2020

Al referendum vota No ai grillini

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Il 20 e 21 settembre andremo a votare per il referendum, per questo è bene ricordare i precedenti atti che i faziosi promotori del Si hanno tentato di fare nella scorsa stagione politica.
Il filone dei tagli ci sembra il più indicato, visto che lo slogan dei pentastellati è quello di gridare ai quattro venti che con la riduzione dei parlamentari avremo più risorse per lo Stato; sembra di riascoltare lo stesso ritornello del taglio ai vitalizi, ricordate?
Ebbene, alla fine, l’Ufficio di Presidenza del Senato ha accolto il ricorso ripristinando l’integrità del vitalizio. L’argomento si riduceva a poche centinaia di persone, ma i grillini ne avevano fatto un gran can can, una questione di principio, dicevano.
Non era affatto vero, il principio c’era ma solo perché lo si sarebbe violato, creando un precedente che avrebbe permesso, immediatamente dopo, di intervenire, in nome della giustizia giacobina, sulle pensioni baby e sugli altri milioni di pensionati su cui sarebbe caduta la mannaia. Pensioni riconosciute negli anni dallo Stato a persone che avevano versato contributi inferiori a quelli dell’importo corrisposto. Praticamente a tutti, o quasi, i pensionati ante anni 2000.
Sempre i grillini, sono quegli stessi scienziati dell’economia che oggi, in virtù di improbabili riforme successive al referendum del 20 e 21 settembre intendono strappare un Si agli italiani mettendoli, poi, in una situazione di governabilità più precaria di quella attuale.
Il tormentone che sentiamo dal giorno che hanno comperato le scatolette di tonno da ‘mangiare’ in Parlamento, peraltro mai aperte e già scadute, è quello che loro, i grillini, versano parte dello stipendio in un conto corrente per fare opere di bene. Ora, potrebbero chiedere una riduzione del compenso direttamente allo Stato che li paga e lasciare che lui stesso pensi ai più fragili, ma i pentastellati, a dispetto di quello che affermano, non si fidano.
È singolare governare un Paese come l’Italia, tra i più evoluti, con improvvisazioni da “santoni” che inneggiano al Dio della decrescita felice.
Se votiamo No, invece, non sarà la panacea di tutti i nostri mali, ma se la pandemia ci ha insegnato qualcosa, almeno sappiamo esattamente da dove ripartire.
Votare Si significa ingarbugliare ancora di più le cose e, in questo momento, come sappiamo bene, non ne abbiamo certo bisogno; per questo al referendum dobbiamo votare No ai grillini.

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Angelo Santoro

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