venerdì, 5 Marzo, 2021
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10 Giugno 1940, follia collettiva. Il secondo conflitto mondiale

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Il 10 Giugno del 1924 veniva ucciso Giacomo Matteotti, il deputato socialista che aveva denunciato in Parlamento i brogli e le brutalità del regime fascista, data tragica, ma sedici anni dopo in quello stesso giorno Benito Mussolini dal balcone di Piazza Venezia a Roma annunciava ad una folla esultante l’inizio del secondo conflitto mondiale. Quelle immagini danno chiaramente la sensazione di una follia collettiva e come il regime avesse narcotizzato le folle. L’Italia entrava in una guerra con un esercito privo di mezzi e si avviava verso la realizzazione di una tragedia collettiva per il suo popolo. Nei Balcani e in Russia le truppe italiane vivranno immani disastri attuando talvolta comportamenti gravi verso le popolazioni locali.

Nei Balcani dagli italiani furono realizzati campi di concentramento nei quali vi furono condizioni di vita drammatiche. Tutto questo accadeva mentre il territorio nazionale era oggetto di incursioni delle forze aeree inglesi e americane. Le città martoriate vedevano la popolazione civile abbandonare le aree urbane per trovare rifugio nelle campagne. Alla fine furono oltre centomila i civili morti e trecentomila i militari. Un immane disastro! Ma se i morti si seppelliscono nei vivi resta il dolore come cicatrice perenne. Migliaia di famiglie lacerate e distrutte, vedove e orfani porteranno perennemente nell’animo il dolore. Sono passati ottanta anni, ma i segni di quella tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale non si possono dimenticare. È nostro dovere raccontare alle giovani generazioni queste pagine di storia perché non si ripetano mai più, perché la ragione deve prevalere sulla follia, perché la guerra è distruzione e morte. L’umanità ha molti problemi davanti a se, solo con collaborazione tra i popoli possiamo costruire un mondo migliore nella pace e nella giustizia tra le nazioni.

 

Fabrizio Ferrari

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