lunedì, 17 Giugno, 2019

L’assalto fascista alla sede dell’Avanti! cento anni dopo

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“A Milano il giornale viene assalito e incendiato quattro volte tra il 1919 e il 1922. E ogni volta risorge dalle ceneri: addirittura, nel 1921, per essere trasferito in una nuova, imponente sede. Intorno alle sue rotative e linotypes, ci sono sparatorie, pugnalate, bastonate, scontri tra redattori e fascisti, tra soldati e squadristi, fuoco di mitragliatrici, morti e feriti. I giornalisti, gli impiegati, i tipografi vivono nella tensione e nel pericolo”. É quanto scrive Ugo Intini, direttore dell’Avanti! dal 1981 al 1987, nel suo libro, “La storia dell’Avanti!” in cui ricorda gli odiosi episodi fascisti.

“Nei cassetti – scrive ancora Intini – ci sono le rivoltelle. Il telefono serve anche a chiamare in soccorso i compagni. Tutti gli assalti hanno la stessa storia, gli stessi commenti, la stessa meccanica, le stesse conseguenze: un copione non dissimile da quello, più in generale, della guerra civile. All’indomani degli assalti, il giornale predica prudenza, suggerisce di non cadere nella trappola delle provocazioni. La reazione alla violenza squadrista è infatti esclusivamente politica e propagandistica: imponenti scioperi e cortei di solidarietà. Accompagnati da una sottoscrizione straordinaria a sostegno del giornale per riparare i danni e rilanciarlo. I fasci di combattimento nascono a Milano,nella famosa adunata al circolo industriali di piazza San Sepolcro, il 23 marzo 1919. Quella contro l’Avanti!, tre settimane dopo, è non per caso la prima sortita del fascismo, il suo biglietto da visita”. (Continua a leggere…)

A 100 anni dal primo assalto e dalla distruzione della sede dell’Avanti! da parte delle squadre fasciste, si terrà un incontro (alle ore 16) organizzato dalla Fondazione Anna Kuliscioff, presso il Giardino di Marziale – via Visconti di Modrone – Milano. Di fronte ai giardini di Marziale, nella via che si chiamava ancora San Damiano, al numero civico 16 sorgeva nel 1919 la sede milanese dell’Avanti!  che fu assalita e devastata il 15 aprile 1919.

Intervengono Lamberto Bertolè presidente del Consiglio comunale e Ugo Intini, direttore politico dell’Avanti dal 1981 al 1987.

Successivamente, alle ore 17.30 si terrà un Convegno di studio presso l’Archivio di Stato in via Senato, 10 – Milano, al quale daranno il loro saluto Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Annalisa Rossi Soprintendente – Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, Benedetto Luigi Compagnoni direttore dell’Archivio di Stato, Walter Galbusera presidente della Fondazione Kuliscioff. Interverranno Giulia Albanese Università degli Studi di Padova, Massimo Baioni Università degli Studi di Milano, Mauro Canali Università di Camerino, Ada Gigli Marchetti Istituto lombardo di storia contemporanea.

Sull’assalto al quotidiano socialista è intervenuto con un articolo su il Giorno anche Claudio Martelli  che ha ricordato quel martedì 15 aprile del 1919, a Milano. “Era una giornata di sole primaverile. Giornata ideale per la riuscita dello sciopero generale e di una grande manifestazione come quella indetta dal Psi, dalla Camera del Lavoro e dagli anarchici. E in effetti all’Arena di Milano si radunarono chi dice più di centomila chi duecentomila persone…”. (Leggi l’articolo di Claudio Martelli)

“All’Avanti! sono nati paradossalmente sia il fascismo che il comunismo italiano. Il fascismo perché Mussolini, direttore dell’Avanti!, lo lasciò nel 1914 per Fondare Il Popolo d’Italia, culla del fascismo. Il comunismo perché Gramsci, responsabile dell’edizione di Torino dell’Avanti!, lo lasciò nel dicembre 1919 per sondare l’Ordine Nuovo, culla del comunismo”. E’ quanto scrive Ugo Intini, ex direttore del quotidiano socialista in un articolo sulla edizione milanese di Repubblica.

“Da subito l’Avanti! – continua Intini – su il baluardo contro il fascismo e quindi al centro di una guerra civile. Fu assalito dagli squadristi per la prima volta a Milano, il 15 aprile 1919, esattamente cent’anni fa”. (continua a leggere. Parte prima. Parte seconda)

Anche il Giornale ha riportato la cronaca della giornata. “In cento anni nulla è rimasto, eccetto una lapide. “Qui visse e abitò il quotidiano socialista Avanti! fondato nel 1896 daLeonida  Bissolati. Il primo numero… “(Continua a leggere).

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