mercoledì, 22 Maggio, 2019

Dal bonus per l’asilo nido alla Certificazione unica. Sempre più i servizi a portata di app

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Inps

MALATTIA PARASUBORDINATI

In caso di un evento di malattia che determini una temporanea incapacità lavorativa o di una degenza ospedaliera, gli iscritti alla Gestione Separata hanno diritto a un’indennità economica.

L’indennità di malattia spetta, nell’anno solare, per massimo un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e comunque per almeno 20 giorni.

Per durata complessiva del rapporto di lavoro si intende il numero delle giornate lavorate o comunque retribuite, nell’ambito del periodo di riferimento considerato ai fini contributivi e reddituali e cioè i 12 mesi precedenti l’inizio dell’evento di malattia.

Pertanto, il numero di giorni indennizzabili in uno stesso anno solare non può superare il limite massimo di 61 giorni (circolare INPS 16 aprile 2007, n. 76).

La tutela della indennità di malattia è esclusa per gli eventi di durata inferiore a quattro giorni.

L’indennità per degenza ospedaliera spetta per tutte le giornate di ricovero fino a un massimo di 180 giorni nell’anno solare, compresi i giorni di day hospital.

I collaboratori coordinati e continuativi, consulenti, venditori porta a porta, liberi professionisti, ecc. a determinate condizioni possono quindi avere l’indennità giornaliera di malattia. L’indennità segue regole molto particolari: ad esempio, è stabilita in misura fissa, e non in percentuale dei compensi guadagnati. Sono quattro le iniziali condizioni chieste dalla legge per riconoscere il diritto alla indennità nel corso di quest’anno.

1) Hanno titolo all’indennità solo i lavoratori che versano all’Inps i contributi più alti, in quanto non hanno altre assicurazioni per concomitanti altri lavori e non sono neanche pensionati. Sono le persone che pagano le a aliquote del 25,72% o del 33,72% e del 34,23%.

2) Nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di malattia devono avere versato contributi per almeno 3 mesi.

3) Nell’anno precedente (2017), devono avere avuto compensi per un importo complessivo non superiore a 70.266,80 euro.

4) Devono essere ammalati e assenti dal lavoro per almeno quattro giorni.

Attenzione: se manca anche una sola di queste condizioni si perde il diritto all’indennità. La misura delle indennità Inps segue regole particolari. È diversa a seconda del numero di contributi versati e del luogo dove si svolge la malattia, e cioè in casa o in ospedale.

Iniziamo dalla malattia in casa, insomma senza ricovero ospedaliero.

1) Con la contribuzione minima di 3-4 mesi si ha l’importo più basso, 11,12 euro, pagato per tutti i giorni di malattia risultanti dal certificato medico. Più sono i mesi di versamento più cresce l’indennità, dapprima a 16,67 euro (contributi 5-8 mensilità) e poi a 22,23 euro al giorno (da 9 a 12 mensilità).

2) Se invece il parasubordinato è degente in ospedale le corrispondenti misure raddoppiano. Si parte dal minimo di 22,23 euro per salire a 33,35 e arrivare al massimo di 44,46 euro al giorno.

Durata massima dei pagamenti Inps: per la malattia 61 giorni mentre per la degenza ospedaliera arriva fino a 180 giorni.

Nuovi valori anche per gli assegni di maternità riconosciuti alle lavoratrici autonome.

L’assegno è riconosciuto per cinque mesi: due mesi prima e tre mesi dopo la data effettiva del parto. Quest’anno il periodo è indennizzato dall’Inps con l’assegno giornaliero di: a) 34,30 euro = agricole: coltivatrici dirette, mezzadre, colone, imprenditrici agricole professionali; b) 38,56 euro = artigiane e commercianti.

Le interessate possono chiedere anche il congedo facoltativo. L’assegno è riconosciuto per altri tre mesi e va chiesto entro l’anno di vita del bambino. Le indennità sono più basse rispetto alle precedenti. Per le agricole è di 12,86 euro. Per artigiane e commercianti è di 14,46 euro.

Riepilogo Gestione malattia dei Parasubordinati 2018

Per l’anno 2018 il valore dell’indennità di malattia per i lavoratori assicurati presso la Gestione Separata è pari a:

11,12 euro se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditati da 3 a 4 mesi di contribuzione;

16,67 euro se i mesi con contributi sono da 5 a 8;

22,23 euro se le mensilità sono da 9 a 12.

In caso di degenza ospedaliera, l’indennità è pari a:

22,23 euro con accrediti contributivi da 3 a 4 mesi;

33,35 con accrediti per 5-8 mesi;

44,46 euro con accrediti da 9 a 12 mesi.

Inps

SEMPRE PIU’ SERVIZI A PORTATA DI APP

Dal bonus per l’asilo nido alla Certificazione unica, passando per l’esito della domanda per la pensione. Sono solo alcuni dei circa 30 servizi che Inps attualmente offre a portata di app, con un semplice clic sul proprio smartphone. E altri sono in arrivo nei prossimi mesi. “Abbiamo bisogno del vostro aiuto – ha spiegato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, incontrando gli organi di informazione – per fare conoscere le app che abbiamo sviluppato per venire incontro alle esigenze dei cittadini, specialmente di quelli che per diversi motivi usano poco il sito dell’Ente. In questi anni, abbiamo investito moltissimo su app e sito per incrementare e migliorare il rapporto con i cittadini”. Ma, ha chiarito Boeri, se “il sito permette le prestazioni, come ad esempio la presentazione della domanda di pensione e di Naspi, l’app è uno strumento molto agile per monitorare l’evoluzione delle prestazioni stesse”. “Abbiamo verificato – ha proseguito – che, mentre non tutti sanno usare il pc, è altissima la percentuale di coloro che utilizzano lo smartphone. E poi le app sono altamente specializzate sui singoli servizi, permettono di entrare nel dettaglio”.

L’obiettivo, ha sottolineato Boeri, è fare di più e meglio, con vantaggi diretti per l’operatività dell’Istituto. “In questo modo – ha aggiunto – potremo avere meno ‘pressione’ sui nostri uffici sul territorio che potranno dedicarsi all’attività di consulenza a 360 gradi, con il sito che permetterà le prestazioni e le app per monitorarne l’evoluzione”. Al momento, esistono tre App Inps distribuite su Store Apple e Android per smartphone e tablet denominate: Inps Mobile; Ufficio Stampa Inps; Inps per l’Arte – Museo Multimediale. E ad oggi si contano 480mila installazioni di Inps Mobile scaricate per Iphone e 647mila per Android.

Una strada, quella delle app, scelta da Inps per motivi ben precisi, come ha sottolineato anche Vincenzo Damato, direttore centrale organizzazione e sistemi informativi dell’Istituto: “Ci siamo detti: dobbiamo entrare nei panni dell’utente e così abbiamo capito che anche gli utenti più ‘datati’, i pensionati, riescono ad utilizzare meglio l’app rispetto ad altri strumenti”. Ma non solo i pensionati sono i destinatari dei servizi offerti dalle app. “C’è la possibilità per le mamme che usufruiscono del bonus asilo nido – ha sottolineato – di scattare la fotografia alla fattura dell’asilo nido con il proprio smartphone, accedere tramite Pin o Spid alla App, e inviarla con ‘allega documentazione’, come facciamo con qualsiasi messaggio di whatsapp, senza collegarsi con il pc”.

E “per il nuovo bonus mamma – ha inoltre continuato – ci sarà la possibilità per le madri di inserire il codice fiscale del bambino dopo la nascita e il codice Iban su cui ricevere il pagamento”. Da febbraio 2019, ha ancora anticipato Damato, “ci sarà la possibilità per 19 milioni di italiani, pensionati e percettori di sostegno al reddito, di scaricare con l’app, in pdf, la propria Certificazione unica 2019 relativa ai redditi 2018 sul proprio smartphone, potendo poi girarla a commercialisti o Caf; adesso sono già presenti quelle degli anni precedenti per chi ne avesse bisogno”.

E l’istituto ha annunciato le prossime tappe: una nuova app dedicata ai servizi per gli ‘artigiani e commercianti’ è in fase di rilascio, mentre altre due applicazioni, una dedicata ai servizi per i ‘Dipendenti Inps’ e l’altra ai servizi per le ‘Prestazioni occasionali’, sono in fase di sviluppo. Tuttavia, Boeri e Damato hanno comunque chiarito che non tutti i servizi dell’Inps potranno andare su app, “visto che c’è un limite di informazioni che possono essere caricati su questi strumenti: ad oggi con l’app Inps Mobile forniamo circa 30 servizi, e questo significa dare servizi ai cittadini ed evitare visite negli uffici e chiamate nei call center, che per l’Ente significa una riduzione dei costi”.

Ma Boeri ha anche fatto sapere che nel 2019 “si renderà possibile, con l’app, per i lavoratori vedere i propri cedolini Uniemens in modo tale da verificare il pagamento dei contributi da parte dei datori di lavoro: questo per evitare abusi e in un’ottica di maggiore trasparenza”.

E sempre in occasione dell’incontro con la stampa è stata presentato anche l’ultimo rilascio dell’app ‘Ufficio Stampa Inps’, che si avvale di una interfaccia utente semplificata e innovativa con la possibilità della visualizzazione delle tematiche ‘in evidenza’; degli ultimi ‘comunicati e news’ dell’Istituto suddivisi per data con possibilità di ricerca; dei contenuti ‘multimediali’ Inps; dei ‘documenti’ di particolare interesse per l’utenza, selezionati da Inps. E, ancora, la possibilità di accreditarsi per ricevere le notifiche giornaliere dei contenuti; e di visualizzazione dei principali social dell’Istituto (pagina Twitter e canale Youtube).

Carlo Pareto

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