domenica, 24 Marzo, 2019

“Diabolik” 50 anni dopo, da insuccesso a icona cultura pop

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A cinquant’anni dal film “Diabolik” che, dopo l’insuccesso al botteghino, col passare del tempo è diventato una icona della cultura pop, il Re del Terrore e del Delitto, inventato nel 1962 dalle sorelle Angela (Milano, 1922-1987) e Luciana (Milano, 1928-2001) Giussani, il primo e più longevo eroe dei fumetti neri italiani, capostipite di una valanga di fumetti con protagonisti criminali in calzamaglia che tanto scandalizzarono l’Italia bigotta dei primi anni Sessanta, si concede un’altra apparizione sul grande schermo.

Il film del 1968, prodotto da Dino De Laurentiis, regia di Mario Bava con John Philip Law (Diabolik), Marisa Mell (Eva Kant), Michel Piccoli (l’ispettore Ginko), Claudio Gora e Adolfo Celi; effetti speciali di Carlo Rambaldi e dello stesso Bava, e musiche di Ennio Morricone, è stato un successo soprattutto in Francia, (forse sui gusti cinematografici dei francesi ha proprio ragione Woody Allen), osannato persino dai “Cahiers du cinéma”, prestigiosa e pretenziosa Bibbia del cinema d’Oltralpe.

In Italia, invece, il film non ha incassato quanto sperato, anche se ha recuperato i costi di produzione, mandando in archivio anche l’idea di un franchise, magari come quello di James Bond. La fama di cult e di film pop, “Diabolik” di Bava l’ha conquistata negli anni, guadagnandosi molti appassionati, fra cui anche il regista Guillermo Del Toro (Leone d’oro e Oscar per “La forma dell’acqua”), che lo ha inserito nella sua personale lista dei cinecomics preferiti.

La Marvel, la Disney e la Warner Bros. – Dc Comics hanno dimostrato, soprattutto negli ultimi dieci anni, anche se non tutte le ciambelle sono riuscite col buco, che i cinecomics, cioè i film tratti dai fumetti, hanno una vasta platea in tutto il mondo perché si legge sempre di meno e si guarda lo schermo (anzi, gli schermi) sempre di più.

Quindi, da fan di Diabolik sin dal primo numero, a questo nuovo film sul Re del Delitto auguriamo una sorte migliore al botteghino del precedente. E se ai critici francesi non piacerà, ce ne faremo una ragione.

La nuova pellicola su Diabolik è stata annunciata durante le Giornate internazionali del cinema di Sorrento.

Alla regia i Manetti Bros., i due fratelli che quest’anno hanno vinto il David di Donatello per il miglior film con “Ammore e malavita” . Al loro attivo “Zora la Vampira”, “Song’e Napule” e l’ispettore Coliandro. «Diabolik è il sogno che inseguiamo da sempre – hanno dichiarato –. Siamo al settimo cielo, entusiasti di poter scrivere, girare e portare al cinema questo progetto».

I Manetti hanno scritto il soggetto e la sceneggiatura assieme a Michelangelo La Neve e Mario Gomboli, direttore della casa editrice Astorina (fondata dalla sorelle Giussani nel 1960) e supervisore di centinaia di sceneggiature degli albi che raccontano le avventure dell’inafferrabile criminale.

Il film sarà prodotto Mompracem e Rai Cinema, in associazione con l’Astorina. Le riprese inizieranno in primavera. Nessuna indiscrezione è trapelata sul titolo e sugli attori scelti per interpretare Diabolik, la sua compagna Eva Kant, e il suo irriducibile antagonista, quell’ispettore Ginko che gli dà la caccia da 56 anni.

Ma come, quando e perché è nato Diabolik? Quale è il segreto di un successo così duraturo? Perché i lettori non si sono ancora stancati delle sue avventure? Ne abbiamo parlato con Luciana Giussani, una delle due creatrici, anche se gran parte del merito va alla sorella Angela, in un’intervista che pubblichiamo a parte.

Antonio Salvatore Sassu

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