domenica, 28 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

1921 – 2021: che festa!

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“E’ nata una stella”: ricordate questo bellissimo film di George Cukor del 1954, candidato a ben quattro premi Oscar? Ecco: potremmo dire che il 21 gennaio 1921 a Livorno “nasceva una stella”. Anzi, una stella rossa con falce e martello. Al grido di “facciamo come in Russia!”. Agli occhi degli “ortodossi” apparirò sacrilego ma, da socialista e uomo di sinistra, voglio onorare la mia franchezza. Serviva proprio, in quel fatidico 1921, spaccare così drammaticamente la Sinistra italiana e poi fondare un giornale dal nome quasi da sberleffo “Unità”? Nel 1921, al XVII Congresso Socialista, l’ala rivoluzionaria di Gramsci, Bordiga, Terracini e Togliatti si staccò e fondò il Partito Comunista d’Italia per “fare come in Russia”, la rivoluzione. Ma la loro era una rivoluzione velleitaria. Sì velleitaria. Perché la rivoluzione si fa con le armi altrimenti è solo “ammuìna”. E fecero tanta, ma tanta ammuìna che l’anno successivo, 1922, la ricca borghesia industriale e latifondista rispose con i Fascisti di Benito Mussolini, quelli sì ben armati, e con la Marcia su Roma. Iniziò il “ventennio”, istituzionalizzato nel 1925 E veniamo agli anni ’70. Dopo gli anni della contestazione studentesca e delle rivendicazioni sindacali arrivano nuove conquiste democratiche come, ad esempio, l’Unità Sindacale e lo “Statuto dei Lavoratori” dei socialisti Brodolini e Giugni. Poi le conquiste civili come, ad esempio, il “divorzio” del socialista Fortuna e del liberale Baslini. Il riformismo socialista elaborava idee e ne pianificava la realizzazione. I comunisti, i “rivoluzionari”, con la loro propaganda (si può dire “populista”?) raccoglievano voti con volantini ciclostilati e parole d’ordine sezionali. Pietro Nenni soleva dire :”I socialisti scuotono gli alberi e i comunisti ne raccolgono i frutti”. In quegli anni il Partito Socialista propone al PCI di Berlinguer un’alleanza per un governo di alternativa socialista. Berlinguer rispose: ”Noi siamo e restiamo comunisti!” ma nel frattempo avvia il rapporto consociativo del “Compromesso Storico” con la Democrazia Cristiana. Che bravo! Che statista! Ma sopraggiunge una tragedia sanguinosa: la tragedia del terrorismo, gli anni di piombo, le Brigate Rosse. Si disse di schegge impazzite. Fermiamoci qui. Scava scava, potremmo scovare chi aveva seminato quella mala pianta! Nel 1981 altro capolavoro. Il 26 settembre Berlinguer rispolvera l’anima pansindacalista del Partito Comunista e va ad arringare i lavoratori FIAT davanti a i cancelli di Mirafiore a Torino. Il 14 ottobre c’è la “marcia dei 40.000” quadri e impiegati contro del Sindacato. E’ una sconfitta del PCI e del Sindacato. 1984: il PCI di Berlinguer lancia il Referendum per abrogare la riforma della Scala Mobile. In sostanza un referendum contro gli odiati socialisti, riformisti e non rivoluzionari. Il PCI perde il referendum con il 46,68% dei SI contro il 54% dei NO all’abrogazione della riforma. Oltre alla sconfitta, il Partito Comunista fa incassare ai lavoratori anche la rottura dell’Unità Sindacale.1989: viene abbattuto il Muro di Berlino e il Comunismo va in frantumi. Dal 2007, si scopre il riformismo: 86 anni per capirlo! E oggi festeggiano il centenario. Di che?

 

Benedetto Di Mambro
già Dirigente Nazionale UIL

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