giovedì, 22 Agosto, 2019

2 Giugno. Il Psi a Caprera alla casa-museo di Garibaldi. Maraio: “Atto simbolico dei socialisti”

1

Il Partito Socialista Italiano riprende la tradizionale iniziativa di celebrare la Festa della Repubblica all’Isola di Caprera, luogo dove l’ex leader socialista Bettino Craxi si recava ogni anno per visitare la casa-museo di Garibaldi e rendere omaggio all’eroe dei “due mondi”, scomparso proprio il 2 giugno del 1882 e considerato dallo stesso Craxi il “precursore del socialismo italiano”. A promuovere l’iniziativa, il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio. Stamane si è tenuta infatti la visita presso il “compendio garibaldino”, alla Casa Museo di Giuseppe Garibaldi e, a seguire, al piccolo cimitero di famiglia, dove era presente un folto gruppo di militanti, iscritti e dirigenti del PSI.

“Abbiamo voluto riprendere questa iniziativa per due ragioni in particolare”- ha spiegato il segretario Maraio durante le celebrazioni. “Da un lato vogliamo rendere omaggio alla figura di Garibaldi come primo attore della storia dell’Italia libera e unita, dall’altro – ha aggiunto – vogliamo ricordare Bettino Craxi che fu un appassionato ammiratore della figura dell’eroe dei due mondi. In un celebre discorso pronunciato da Craxi in occasione del centenario della morte dell’eroe” – ha ricordato Maraio- “emerge quanto Craxi amasse descrivere Garibaldi come il precursore del suo socialismo, considerandolo, in modo lungimirante, l’ispiratore stesso della sua azione politica”.
Maraio ha aggiunto: “Celebriamo l’uomo simbolo dell’Unità d’Italia proprio oggi che è il giorno della Festa della Repubblica, in un momento storico in cui mai come adesso il Paese è stato così diviso. Divisioni che stanno lacerando al suo interno persino la maggioranza di governo e che rischiano di immobilizzare l’Italia e di isolarci dall’Europa. Bisogna portare al centro della nostra azione politica quello spirito garibaldino che superi divisioni, un eccessivo frazionamento delle forze politiche e recuperare il senso stesso di un’Italia che deve giocare dalla stessa parte del campo dei diritti, dei lavoratori, delle fragilità. I socialisti sono al lavoro per questo”- ha concluso.

Condividi.

Riguardo l'Autore

1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    Gli avvelenatori di pozzi sono in particolare fermento. Se c’è qualcosa che non funziona o non corrisponde ai propri canoni di gradimento la spiegazione è sempre la stessa: “È sempre colpa dell’Europa”. Uno slogan dietro cui si parano in certi casi insidiosi progetti di demolizione dell’assetto unitario che ha garantito decenni di pace e progresso a tutto il continente. E così, in questo quadro di crescente smarrimento del buon senso e della ragione, l’appuntamento con il voto del prossimo 26 maggio rischia di rappresentare uno spartiacque storico. E l’inizio, anche con il contributo italiano, di un processo di sfaldamento dall’interno di conquiste epocali date troppo spesso per scontate.
    Un libro intelligente in circolazione da qualche settimana offre più di uno spunto di riflessione. Si intitola “I falsari”, lo pubblica Marsilio e a firmarlo è un giornalista, David Parenzo, noto al grande pubblico per il suo ruolo di provocatore in uno dei più riusciti ma anche controversi programmi radiofonici nazionali. “La Zanzara”, in questi anni, ha infatti garantito la ribalta mediatica alla cosiddetta pancia del Paese e alle peggiori pulsioni che la attraversano. Una tribuna e una visibilità che personaggi a dir poco inquietanti, inclusi neonazisti e negazionisti della Shoah dichiarati, altrove mai avrebbero avuto.
    “I falsari” è un’operazione dai contenuti e toni assai diversi. Un viaggio ragionato, tra dati incontrovertibili e voci autorevoli, per smontare dalla radice le fake news messe in circolazione dagli euroscettici e dalle forze che si richiamano al populismo. Scrive Parenzo: “In un mondo in cui fa più notizia chi inveisce, piuttosto di chi ogni giorno prova a raccontare come stanno davvero le cose, sono in tanti che ancora oggi credono nella validità del progetto europeo, ma spesso si fa fatica ad ascoltare la loro voce”. Il libro, in modo efficace, ricostruisce quanto di buono è stato seminato in questi decenni di lavoro comune, ricordando il tanto che resta da fare ma soprattutto il tantissimo che è stato fatto. Ci ricorda inoltre che, numeri alla mano, è l’Italia piuttosto ad essere in debito con l’Europa e non viceversa. E ci spiega perché è sempre bene diffidare delle ricette di un certo sciocco sovranismo che sembra riproporre stilemi di un’epoca buia del Novecento. “Oggi viviamo in democrazia, e la dittatura per noi europei è uno spettro di oltre 70 anni fa. Ma ciò che rimane uguale – sottolinea l’autore – è la forza con cui argomenti totalmente inventati esercitano la loro influenza, diffondendo tra le persone la sensazione di essere controllati da una longa manus internazionale”. Il famigerato “complotto-giudaico-massonico” insomma, evocato persino da un parlamentare della Repubblica che sui propri profili social, di recente, ha pensato bene di accreditare il più osceno dei falsi storici: i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, il testo che fu all’origine di pogrom e persecuzioni sfociate poi nella Shoah. Ma se quelle vomitevoli pagine hanno ispirato e generato massacri, quali pagine possono oggi rafforzare uno sguardo aperto, inclusivo, europeista? Lo abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori e amici della redazione.

Leave A Reply