lunedì, 17 Febbraio, 2020

’20 DI GUERRA

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Una provocazione senza precedenti che avrà conseguenze nefaste. Donald Trump ha imboccato una strada senza ritorno con l’uccisione del potentissimo generale iraniano Qassem Suleimani, capo delle forze Quds, corpo speciale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane incaricato di compiere operazioni all’estero. Braccio e mente armata della Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei.
Le Guardie della Rivoluzione islamica hanno minacciato gli Stati Uniti e Israele dopo la morte del capo del corpo di elite, Quds, Qassem Soleimani. Il portavoce Ramezan Sharif ha dichiarato che i due Paesi riceveranno “una risposta dura” per il loro “crimine spudorato” in violazione di “tutte le leggi e le regole internazionali”.
Nessuno si era spinto fino a tanto, ma The Donald sembra non rendersi conto dell’escalation di insurrezioni e attacchi che seguiranno al raid, tanto che anche la Russia, non certo nota per il suo pacifismo, ha bollato l’attacco americano come “inaccettabile e controproducente”. L’ordine di uccidere Suleimani è arrivato direttamente dallo stesso presidente Donald Trump, che non ha informato nemmeno il Congresso dell’attacco imminente e poche ore dopo si è limitato a pubblicare su Twitter una bandiera degli Stati Uniti.
Le sue intenzioni erano note già da alcune settimane, fino a quando il 28 dicembre il presidente ha ordinato dei contrattacchi e ritorsioni. In tutto questo, il governo americano potrebbe non essere pronto a sostenere una escalation militare che potrebbe colpire tra gli altri militari e personale diplomatico statunitense in Iraq e in altri paesi della regione e l’Europa si ritrova ancora una volta a guardare, mentre Washington ‘gioca’ alla guerra.

Il Psi ha espresso la propria preoccupazione in una nota del  Segretario Enzo Maraio e della Responsabile Esteri, Pia Locatelli. “L’Unione Europea – hanno affermato – è nata a seguito dei due conflitti mondiali con l’obiettivo di garantire la pace e la cooperazione fra i paesi. In Medio Oriente, a seguito dell’omicidio del Generale Soleimani, stiamo assistendo ad una escalation pericolosa degli eventi che sta minando un equilibrio già precario nell’intera area. L’Ue intervenga con le ‘armi della politica’ e avvii un nuovo percorso di diplomazia e di dialogo fra i paesi per evitare una nuova ed inutile guerra”.

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