martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

A Fiuggi la crisi morde: imprese e famiglie ricercano prospettive
Pubblicato il 28-12-2011


Sotto la spinta di speculazioni immense, l’Occidente vive una crisi di autorità e di legittimità delle stesse istituzioni statali e sovranazionali, delle politiche sovrane, condizionate dai debiti pubblici e dallo loro solvibilità. Un nodo politico e sociale su cui riflettere. L’Assemblea congressuale del PSI si tiene a Fiuggi, luogo da sempre adatto a tali appuntamenti, sia per la vicinanza a Roma, sia per la notevole offerta alberghiera e di strutture per convegni. Ma considerare solo questo aspetto significherebbe venir meno al principale compito di una forza politica, tanto più nei suoi momenti di verifica di identità e di programmi. Sarà bene, dunque, guardarsi un po’ intorno, durante la tre giorni a Fiuggi, e magari tenere desta l’attenzione sulla condizione sociale che qui vive un periodo di particolare difficoltà. Perché a Fiuggi e nel resto della Ciociaria la crisi morde davvero.

La zona è tra quelle dell’Italia centrale in condizioni peggiori e le famiglie ciociare non ricordano un periodo più gramo a partire dal dopoguerra.

Disoccupazione e calo dei consumi sono da mesi ospiti indesiderati, sempre più presenti nelle case della provincia, da Fiuggi a Frosinone, da Anagni a Cassino, da Alatri a Castrocielo.

Studi recenti di Associazioni locali mostrano che il 94% delle famiglie ciociare denuncia condizioni di debolezza economica. La metà riescono a malapena a far quadrare i bilanci familiari, un quarto sarebbero messe in ginocchio da una spesa imprevista, il quindici per cento già devono intaccare ogni mese i risparmi per sopravvivere e il 6 per cento sono obbligate a ricorrere a prestiti o ad aiuti caritatevoli.

Il tasso di disoccupazione (ufficiale, dato che ci sono quelli che il lavoro ormai hanno proprio rinunciato a cercarlo) è al 18,5 %; il reddito medio è continuamente calato nell’ultimo decennio e, sul piano della crescita, la Ciociaria è al 96° posto sulle 107 province italiane.

Per quanto riguarda i consumi, appena un terzo degli abitanti è in grado di spendere in settori non strettamente legati alla sopravvivenza. Fra un po’, se continua così, al posto delle scarpe ai figli si rimetteranno le ciocie che danno il nome alla provincia.

La crisi qui ha soprattutto un nome: decadenza industriale. Nella provincia ci sono decine di aziende in crisi, a partire dalla Videocom nel Nord, per arrivare alla Fiat nel Sud, con tutto quello che ciò comporta per l’indotto, dal trasporto su gomma alla componentistica, i cui lavoratori rischiano grosso con l’ondata di cassa integrazione annunciata per questo dicembre e l’incertezza già all’orizzonte per il 2012. Nello specifico di Fiuggi, in situazione di crisi con conseguente perdita di posti di lavoro è anche il settore delle terme e dell’acqua minerale, da secoli principale risorsa della città.

Fiuggi e la Ciociaria, insomma, sono un buon promemoria per toccare con mano cosa significhi davvero dire che l’autunno che viviamo è un altro di quelli difficili per il mondo occidentale e per l’Italia in particolare. Da tempo, siamo presi da un vortice di numeri, di termini finanziari, di isterie borsistiche che continuano a investirci ed a confonderci. I mezzi d’informazione continuano a far sembrare oracoli persino i giudizi di quelle società di rating che non smettono di dare voti agli Stati, senza neppure vergognarsi di non essere state minimamente capaci di prevedere la crisi del sistema bancario nel 2008, e che, non a caso, un Premio Nobel come Paul Krugman considera dei clown, dei pagliacci. Ma questi pagliacci non fanno ridere. Sono, anzi, spie inquietanti di come un’economia, o meglio, una finanza senza etica stia infliggendo colpi durissimi allo stesso concetto di democrazia e di sovranità popolare.

Sotto la spinta di speculazioni immense, l’Occidente vive una crisi di autorità e di legittimità delle stesse istituzioni statali e sovranazionali, delle politiche sovrane, condizionate dai debiti pubblici e dallo loro solvibilità. Per parlare di politica a Fiuggi, dunque, bisogna avere sempre come promemoria sia questa drammatica e stringente situazione, sia le condizioni di vita delle famiglie del luogo che ci ospita.

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