lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La donna, baricentro del nuovo welfare
Pubblicato il 28-12-2011


E’ una delle personalità indiscusse in campo nazionale ed internazionale sulle questioni di genere. Pia Elda Locatelli, per due volte presidente dell’Internazionale Socialista delle Donne, già presidente del Consiglio Nazionale del PSI, è stata deputata europea nella VI Legislatura 2004 – 2009. Fra le iniziative che più recentemente l’hanno impegnata, la campagna per il Premio Nobel alle donne africane, appoggiata dal Consiglio dell’Internazionale Socialista delle Donne nella sua riunione ad Atene, nello scorso giugno, e l’appoggio alla campagna su Twitter “Due euro per dieci leggi”, che mira a raccogliere fra le donne i fondi necessari per acquistare una pagina sul Corriere della Sera dove elencare le 10 leggi che le italiane – e le donne che abitano in Italia – chiedono alla politica.

Quali sono i progetti di cui si sta occupando attualmente?

In questo momento sto seguendo da vicino gli eventi che stanno segnando la “Primavera Araba”, soprattutto in Marocco, Tunisia ed Egitto e tutte le ripercussioni che si rifletteranno sulla condizione femminile. In Medio Oriente i cittadini e le cittadine rivendicano un livello di vita migliore, un maggior rispetto dei diritti umani e proprio nel momento in cui i Paesi si affacciano alla democrazia, dunque sono ad un momento costituente sotto il profilo dei diritti è necessario trattare l’argomento della parità.

Una democrazia non è tale senza le donne. Quali passi ancora mancano per raggiungere quest’obiettivo?

Bisogna affermare e radicare il concetto dell’importanza della presenza delle donne nei vertici istituzionali e nello stesso tessuto istituzionale, perché in situazioni come quelle che si stanno vivendo in Medio Oriente, potrebbe avvenire che esse partecipino attivamente alla resistenza per poi essere rimandate a casa una volta che non servono più.

Quando si inizia a parlare di diritti importanti ma nuovi per quelle realtà, come il diritto di voto, bisogna insistere sul nucleo fondamentale da garantire a tutti, in particolar modo alle donne.

Qual è il ruolo della donna per il benessere della società?

Fondamentale. E finora misconosciuto. Il problema del nostro Paese è la mancanza di convergenza fra i temi riguardanti le donne e le politiche economiche. Il Welfare in Italia è stato pensato in un periodo in cui la donna era quasi esclusivamente casalinga; oggi, a fronte del cambiamento dell’impegno femminile nella società, è necessario prevedere politiche di sostegno alla donna per consentirle di conciliare il lavoro con la famiglia e per condividere l’impegno del quotidiano con gli uomini. Se il mondo del lavoro è davvero aperto a uomini e donne, allora sono necessarie nuove politiche di welfare.

Qual è l’importanza di garantire le pari opportunità?

E’ indispensabile, non per favorire le donne, ma per la società che ha bisogno di tutti i talenti per poter crescere e migliorare. A questo proposito sono dispiaciuta per le scelte di governo del Presidente del Consiglio Mario Monti che, a differenza di quanto aveva dichiarato all’inizio del suo mandato, ha previsto una limitata presenza di donne.

Riapre “Avanti!”: c’è ancora spazio nel panorama informativo per le testate espressione di ideali e partiti politici?

Mi auguro che questo giornale che riapre abbia attenzione per le tematiche di genere, che se ne occupi e preoccupi. Perché, altrimenti non saprebbe rappresentare la realtà politica, economica, sociale e culturale del Paese.

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