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Opinioni e commenti
 

Riflessioni operative per reagire alla crisi economica: prioritario creare gli stati uniti d’europa
Pubblicato il 28-12-2011


I socialisti europei sostengono che il regime dei tagli non risolva nulla: occorrono invece investimenti per la ripresa e l’occupazione. Si possono creare 12 milioni di posti di lavoro nel prossimo decennio, riducendo anche i deficit pubblici, se il taglio agli sprechi e alle spese obsolete si bilancerà con 210 miliardi di investimenti in settori utili.

La crisi finanziaria non è finita e neppure appare in vista una soluzione. Questa crisi non è una questione di pochi “Paesi porci”, che devono darsi una regolata: certamente Monti al governo è meglio di Berlusconi (beh, cosa non sarebbe stato meglio?), ma la soluzione non è quella che ci raccontano: cioè sacrifici, conti in ordine, o niente di meno, togliere i vitalizi agli ex parlamentari, che è magari giusto, ma non risolve assolutamente niente.

Il vero problema è che l’Europa, nella sua interezza, non va verso una nuova fase di crescita anzi, si prevedono più disoccupati e più povertà. Nonostante gli allarmi e i continui avvertimenti, negli ultimi due anni abbiamo assistito ad uno scivolare progressivo, prima la Grecia, poi il Portogallo e l’Irlanda, infine la Spagna e l’Italia. E credete forse che la Francia sia al sicuro? O la stessa Germania? E’ sconvolgente che i Governi europei e le istituzioni comunitarie, abbiano assistito per anni a questa sorta di riedizione del giallo di Agata Christie sui dieci piccoli indiani, che racconta di un gruppo di vittime che subiscono impotenti una serie di assassini. Il duo Merkel-Sarkozy ha brillato per il sarcasmo inopportuno e l’asprezza con cui ha criticato gli altri partner europei, ma non ha fatto niente per porre un argine alla crisi mentre si sviluppava.

I cittadini d’Europa non hanno colpe della crisi, che nasce dalla speculazione finanziaria e dall’assenza di controllo e governance e diventa drammatica per l’assenza di risposte politiche e di governo.

I socialisti europei sostengono che tagli, tagli e ancora tagli non sia la via per risolvere niente: occorrono invece investimenti, che sostengano la ripresa e l’occupazione. Calcoliamo che si possano creare 12 milioni di posti di lavoro nel prossimo decennio, pur riducendo anche i deficit pubblici, se il taglio agli sprechi e alle spese obsolete sarà accompagnato da 210 miliardi di investimenti in settori utili. Questo piano si può finanziare: con una Tassa sulle transazioni finanziarie e la lotta all’evasione, che è un fenomeno internazionale, non tanto la caccia alla ricevuta fiscale ma ai patrimoni nei paradisi fiscali.

La finanza sta dominando la politica e la vita delle persone: deve essere ricondotta al suo ruolo a servizio dell’economia reale e delle politiche economiche decise democraticamente.

In questi ultimi anni, abbiamo proposto molti strumenti di governance dell’economia: tutti sono stati accolti con scetticismo dai conservatori, tutti si sono rivelati, o si stanno rivelando, soluzioni importanti per la crisi.

Per esempio, il fondo di solidarietà tra gli Stati europei, che la Merkel non voleva, come gli eurobond, che la Merkel, per ora, non vuole.

La resistenza del centrodestra europeo a politiche di maggiore e migliore governo dell’economia è fatta soltanto di “no”, con il solo effetto di ritardare le riforme, quelle vere, strutturali, che mettano l’Europa in condizioni di governare la propria economia. Che è quello che gli Usa ci stanno chiedendo: Washington ci invita a spingere per la ripresa, attraverso nuove politiche che dall’altra parte dell’Atlantico si chiamerebbero “federali”. Riprende urgenza, quindi, l’esigenza di trasformare l’Unione in Stati Uniti d’Europa.

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Commenti all'articolo
  1. Deve passare il concetto che i debiti si fanno quando serve farli. È però fondamentale essere coscienti che i debiti si fanno ma devono essere pagati. Serve serietà per poter trovare chi presta soldi quando serve fare i debiti. Nei 10 anni di euro, con tassi di interesse bassissimo c’erano due possibilità: minore spesa per interessi con conseguente utilizzo del risparmio per favorire lo sviluppo oppure, grande opportunità per ridurre il debito. Non é stato fatto nulla di tutto ció. Unica consolazione: i socialisti non si possono incolpare!

  2. il segreto per riprenderci è invogliare gli imprenditori italiani e non ad investire NUOVAMENTE in italia; come?
    semplicemente detassando le imprese.
    difficile vero?
    è assurdo produrre in un paese dove il costo del prodotto finito è 5 volte superiore rispetto ad altri paesi.
    non risolveremo mai questo problema se non con politiche mirate allo sviluppo economico

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