giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

In Somalia rinuncia anche la Croce Rossa
Pubblicato il 16-01-2012


Mentre il Consiglio di sicurezza dell’Onu e l’Unione africana discutono di come inviare più soldati in Somalia, le popolazioni dello sventurato Paese stremate dalle violenze e dalla carestia vedono aggravarsi giorno dopo giorno le loro condizioni. Anche il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha annunciato la decisione di sospendere le distribuzioni di cibo e sementi in favore di un milione e centomila persone. Il motivo è la mancanza di sicurezza per i propri operatori, cioè quello a cui dovrebbe provvedere l’Amisom, la missione militare dell’Unione africana, che da oltre quattro anni a questa parte è stata però attiva – e con risultati non eclatanti – nella sola capitale Mogadiscio. Nelle regioni centrali del Medio Shabelle e del Galgaduud, le più colpite dal duplice impatto di due decenni di conflitti e della carestia di quest’anno, da oltre un mese i convogli del Cicr sono bloccati (e saccheggiati) dai miliziani radicali islamici di al Shabaab, che guidano l’insurrezione contro il Governo del presidente Sharif Ahmed e che controllano ancora diverse zone del Paese. «La sospensione proseguirà finché non avremo ricevuto assicurazioni che le distribuzioni potranno aver luogo senza ostacoli e raggiungere tutti coloro che ne hanno bisogno, come concordato», ha detto Patrick Vial, capo della delegazione del Cicr perla Somalia.

SOLDI E SOLDATI – Nel frattempo, l’Unione africana ha formalizzato la richiesta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di autorizzare l’aumento dei contingenti dell’Amisom, la missione in Somalia, per portarne gli effettivi a diciottomila, sollecitando al tempo stesso un maggiore impegno economico per sostenerne i costi. Il commissario per la pace e la sicurezza dell’Unione africana, Ramtane Lamamra, ha sottolineato che bisogna rinforzare l’impegno militare nell’ambito dell’Amisom che attualmente conta su circa ottomila militari forniti da Burundi e Uganda, in attesa dei contingenti già promessi da Gibuti e Kenya. Quest’ultimo Paese, peraltro, i suoi militari in Somalia li ha già mandati, per una missione autonoma alla quale l’ingresso nell’Amisom deve dare solo una veste giuridica. Tra l’altro, sui soldati kenyani pendono accuse pesanti. Secondo l’organizzazione umanitaria  Human Rights Watch (Hrw) avrebbero commesso vari abusi nei confronti dei civili delle  provincie nordorientali, quelle dove si trovano i campi profughi degli oltre mezzo milione di somali rifugiatisi oltre confine. Nell’ultimo rapporto di Hrw sono illustrati numerosi pestaggi e detenzioni arbitrarie commessi dal mese di ottobre dai militari ai danni di cittadini kenyani e rifugiati somali. «Questi abusi sono continuati nonostante le ripetute sollecitazioni» a porvi fine, è scritto nel documento, pubblicato in settimana da organi di stampa locali. Secondo il direttore di Hrw per l’Africa, Daniel Bekele, in Kenya c’è un clima di impunità nei confronti dei militari e né la polizia, né l’esercito sembrano intenzionati a porre fine e indagare su queste ripetute violenze. Il rapporto indica che gli abusi si sono verificati solitamente duranti rastrellamenti nei campi profughi effettuati dall’esercito subito dopo attacchi subiti dai miliziani di al Shabaab, che hanno risposto con attentati terroristici all’intervento militare kenyano in Somalia, come già avevano fatto nella capitale ugandese Kampala.

Odisseo

 

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Commenti all'articolo
  1. Pezzi sempre arguti, molto interessanti ed istruttivi. Continuerò a leggere questo giornale perchè noi giovani abbiamo bisogno di notizie come queste: chiare, vere ed esaustive. Solo in questa maniera arriveremo ad una reale consapevolezza e percezione del mondo in cui dobbiamo costruire il nostro futuro. Per esempio mi domando: come mai di una notizia di questa portata solo in pochissimi hanno parlato? Perchè non fa vendere i giornali? perchè è meno interessante di un naufragio di una nave della Costa Crociere? Continuate così!

  2. la riptossa per monti e arrivata da dagong agenzia cinese di rating :e chiaro avanti cosi non possiamo farcela ed e impossibile riuscire a fare il pareggio di bilancio ,l’italia e declassata a BBA LORO CHE MONTI VADA A DIRE DUE SCIOCCHEZZE A PORTA A PORTA NON GLI FREGA NIENTE PROPRIO NIENTE …

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