giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Case di riposo, maltrattamenti aggravati su una novantenne
Pubblicato il 19-01-2012


Gli anziani e la violenze nelle case di cura. Un tema che torna alla ribalta proprio quando la cronaca ci consegna il peggio della nera, la violenza sugli indifesi. É successo a Beverino in provincia di La Spezia nella casa di riposo ‘Villa Luca’ nella quale si sarebbero perpetrate delle violenze nei confronti di un’anziana ospite. A parlarne è il colonnello Semeraro del reparto operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di La Spezia, che si è occupato del caso.

Da dove è partita la denuncia?

La denuncia è partita da ex assistenti sanitari, che hanno lavorato nella struttura nell’estate 2010. Le ripetute denunce di maltrattamenti da parte degli operatori della casa di riposo sono sfociate in serie di indagini allorquando un’anziana novantasettenne è stata ricoverata nel locale ospedale per una frattura bilaterale alla spalla. Frattura, che gli assistenti della casa di riposo dicevano causata dallo scivolamento della signora sulla propria urina. I sanitari hanno riscontrato l’impossibilità di questa dinamica, consegnando una prognosi di sessanta giorni. Da lì sono partite le indagini. Abbiamo subito attivato una rete di microfoni e telecamere riscontrando l’evidenza dei fatti che a oggi accusano l’assistente Denise Carassale.

Quali sono i reati contestati a Denise Carassale?

Maltrattamenti in famiglia aggravati, perché incapace di difendersi.

Quando siete andati nella casa di riposo cosa avete trovato?

La struttura non è un lager, è funzionale. Abbiamo riscontrato un sovrappiù di ospiti rispetto alle reali capacità per cui era stata autorizzata l’apertura della struttura: otto posti letto per quindici degenti presenti. Ci erano arrivate denunce di uso di medicinali e cibo scaduti, ma sono rimaste voci, abbiamo trovato solo cartoni di latte scaduto. Dal punto di vista amministrativo la struttura è stata sanzionata per 15.000 euro a causa di alcuni addetti non in regola con il contratto di lavoro, siamo comunque riusciti a recuperare 50.000 euro di contributi. La struttura è stata chiusa per sessanta giorni poiché i vigili del fuoco avevano riscontrato delle irregolarità nelle uscite di sicurezza.

Se queste irregolarità non rientreranno?

La struttura rimarrà chiusa.

La struttura aveva dei precendenti in tal senso?

Sì, le recidive sono da riferirsi al sovrappiù degli ospiti, che ora sono tornati in famiglia senza le difficoltà del caso: se erano lì, c’era un motivo.

Come procederanno le indagini?

Continuiamo a visionare i filmati, intanto la Carassale resta in carcere.

Diletta Liberati

 

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