martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pubblicato il 05-01-2012


Assistiamo a un proliferare di ultimatum che sembrano metterci con le spalle al muro.

“Non ci sono alternative” è la monotona risposta che, come cittadini ed elettori,  riceviamo ogniqualvolta qualcuno di noi prova a mettere in discussione qualche decisione che ultimamente i nostri politici e i nostri amministratori ci obbligano a subire.

Che si tratti della privatizzazione dei beni pubblici, dei tagli alle pensioni, degli effetti nefasti di una nuova finanziaria, della messa in discussione dei diritti dei lavoratori, dell’abbattimento degli effetti di quel po’ di stato sociale che è rimasto, la risposta a chi critica è sempre che a causa dell’emergenza, non ci sono alternative e che “A da passà ‘a nuttata”.

Ma forse bisognerebbe spiegare che è proprio in situazioni di emergenza che si possono sperimentare strade nuove, visto che le vecchie hanno fallito.

Invece non si vedono alternative perché chi è causa delle malefatte del passato, governa il presente. E non è questione di facce nuove o di profili tecnici ma di progetti nuovi.

E se cominciassimo a scriverli insieme?

Gianfranco Mascia

Giornalista - L'insostenibile leggerezza del web

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Commenti all'articolo
  1. Magari se mi spiegassi cosa non ti piace dell’articolo, ne potremmo parlare. Con me sei sulla strada sbagliata, non becco un euro e scrivo solo perchè mi piace l’idea che una testata storica e gloriosa come l’Avanti abbia deciso di utilizzare il web per riproporsi e perchè la pluralità è il sale dell’informazione, o no?

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