giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Ministro annuncia guerra ai ‘furbetti’ del cibo e spunta la mozzarella blu
Pubblicato il 09-01-2012


Quando la tempestività è tutto. Il ministro per le Politiche Agricole Mario Catania dichiara guerra ai «furbetti del cibo» e, come per magia, torna l’incubo delle famigerate mozzarelle blu. Sull’amara sorpresa di un cittadino di Frosinone che ha scoperto di aver acquistato una mozzarella colorata, è intervenuta la Polizia che ha provveduto a sequestrare due lotti del latticino alterato. Sulla vicenda la Coldiretti, che oggi ha incontrato il questure di Frosinone de Matteis, chiede l’intervento del ministero della Salute. «Qualora le analisi dovessero riscontrare l’adulterazione del prodotto, il questore – sottolinea Paolo De Cesare, presidente provinciale della Coldiretti  – avvierà un procedimento penale nei confronti di questi produttori, che utilizzano materie prime scadenti al fine di ottenere maggiori utili. In tal caso ci costituiremo parte civile, poiché per colpa di qualcuno non può essere danneggiata l’intera filiera caratterizzata fondamentalmente da produttori onesti».

FURBETTI DEL CIBO – Il governo promette «vita dura ai furbetti del cibo», «una guerra senza fine» perché «nel serbatoio dei taroccatori c’è di tutto: dal falso diretto ed evidente a forme più subdole di inganno. Tipo quelle di certi industriali che acquistano il prodotto all’estero e poi lo vendono come Made in Italy» ha detto il titolare del dicastero delle Politiche Agricole. Tra le priorità del ministro Catania anche l’introduzione di «nuove norme sulle etichettature e trasparenza nella tracciabilità dei prodotti». Non è un caso che la vicenda del latticino insolitamente colorato continui a far discutere riaccendendo la polemica sull’etichettatura e sui controlli di filiera. De Cesare a riguardo ribadisce che: «Ci sono alcuni gruppi agroalimentari che sfruttano il marchio italiano, utilizzando richiami a etichette nazionali, chiari specchietti per le allodole per il consumatore».

LATTE IMPORTATO – L’importazione di latte nell’anno 2011 risponde a un quantitativo totale di 1.081.581 tonnellate, davanti a questo dato aggiornato al settembre 2011 le parole di De Cesare suonano come un reale monito: «Vengono utilizzati dei materiali che nel percorso d’importazione rischiano di adulterarsi. Se si pensa che il 50% del latte che arriva all’utente italiano è importato si intuisce il rischio di una non chiara etichettatura e di un mancato controllo».

LEGGE PARZIALE – Il problema dell’etichettatura è avallato da una normativa purtroppo che tutela solo una parte dei prodotti. «La legge n°4 del 2011 stabilisce l’obbligatorietà dell’etichetta per alcuni prodotti mentre per altri come la mozzarella – denuncia De Cesare – non ne fa menzione e quindi restano fuori dal provvedimento. Questa è una storica battaglia per la Coldiretti, che continuerà a perseguire nonostante le lobby dell’industria agroalimentare europea remino contro». La necessità di trasparenza è anche nell’interesse dei produttori. Il rischio di tracollo dei consumi è enorme come conferma De Cesare: «I danni in questi casi sono ingenti soprattutto per quei produttori che lavorano onestamente. La mozzarella viene a essere il primo formaggio in Italia. Il consumatore non può andare nel panico e spostarsi su un altro prodotto. Deve continuare a mangiare mozzarella facendo attenzione al marchio acquistato».

Diletta Liberati

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