lunedì, 12 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Alcoa, Cappellacci non ci sta e incontra il governo
Pubblicato il 11-01-2012


 

Alcoa: l’emergenza continua. È previsto per oggi un incontro urgente con il governo sulla vertenza della multinazionale americana dell’alluminio. Il vertice è stato chiesto con forza dal presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, e dall’assessore dell’Industria Alessandra Zedda per fare il punto con l’esecutivo e le parti sociali sulle iniziative da porre in essere, in seguito a una decisione appresa «con rammarico, preoccupazione e disappunto».Un’iniziativa unitaria di tutte le Istituzioni e delle rappresentanze sindacali per fronteggiare una vertenza difficile per i lavoratori, per le loro famiglie e per il territorio. L’Alcoa saluta il Sulcis-Iglesiente, dando un duro colpo, forse definitivo, all’economia di quest’area del sud-Sardegna. L’azienda ha comunicato nei giorni scorsi ufficialmente la chiusura entro sei mesi dello stabilimento di Portovesme; a giugno quindi i cinquecento operai della fabbrica, più circa altri trecento lavoratori occupati nell’indotto, verranno lasciati al proprio destino.

TAGLI – La decisione, ha spiegato la stessa Alcoa, rientra in un ampio piano di ristrutturazione il cui obiettivo è il taglio del 12% della produzione di alluminio primario. Ciò porterà, oltre alla chiusura di Portovesme, al temporaneo e parziale stop di altri due stabilimenti presenti in Europa, a La Coruna e ad Alives, in Spagna. “Le nostre fabbriche in Sardegna e in Spagna – ha chiarito l’azienda – hanno una posizione non competitiva, e questo, sommato al crollo del prezzo dell’alluminio, impone un taglio produttivo”. Parole che per i circa ottocento lavoratori del Sulcis che vivono grazie all’Alcoa suonano come una condanna e che per i sindacati non rappresentano a pieno la verità. La reale motivazione della chiusura di Portovesme, secondo le organizzazioni dei lavoratori attive nel Sulcis-Iglesiente, è da ricercare nella multa di 300 milioni di euro che l’Unione Europea ha inflitto all’Alcoa per aver usufruito in passato di aiuti economici da parte dello Stato.

RESPONSABILITA´ – “Alcoa deve assumersi le sue responsabilità, noi siamo sicuri che lo stabilimento sia ancora competitivo – ha affermato Franco Bardi della Fiom Cgil – e quindi chiediamo l’intervento delle istituzioni, regionali e nazionali, affinché obblighino l’azienda a rispettare quanto sottoscritto negli accordi del 2010”. Un’altra tegola è pronta ad abbattersi sull’economia del Sulcis e su quella dell’intera Sardegna, già provata in passato dalle chiusure di altri importanti stabilimenti, che hanno portato lentamente ma inesorabilmente, alla quasi scomparsa dell’industria nell’isola e alla perdita, in circa due anni, di oltre diecimila posti di lavoro.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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