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Opinioni e commenti
 

Ascoltopoli: futuro tormentone o bolla di sapone?
Pubblicato il 27-01-2012


“Ascoltopoli”: l’italica creatività, sempre pronta a sfornare nuovi tormentoni, potrebbe aver dato alla luce l’ennesimo “-opoli” che ci farà compagnia nelle prossime settimane. Stavolta l’oggetto del contendere pare sia l’Auditel, che già a dicembre ha preso una sonora bastonata dall’Antitrust, anzi, un milione e ottocentomila bastonate, per aver messo in atto comportamenti che hanno causato «un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive dei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo».

BALLANDO CON GLI ASCOLTI – Per il momento, di questa nuova invenzione creativa ne ha dato conto solo la rete: Tvblog ha segnalato l’account twitter di De Andreis, uno degli autori di Ballando con Le Stelle, che in due occasioni, riferendosi agli ascolti del programma e al week-end appena passato, ha parlato di “Ascoltopoli” senza però dire altro.

MISTERI DELL’AUDITEL – È lecito chiedersi se si trattasse di un gioco, scritto per ridere tra amici, o se il riferimento fosse motivato. L’Auditel è stata accusata di favorire Rai e Mediaset. Possibile che ci siano favoritismi anche all’interno di questa cerchia di eletti? E’ lecito chiedersi se tra i meno fortunati, tra quelli insomma che la dea bendata Auditel dimentica – una puntata si e l’altra pure – ci sia anche il talent show della Carlucci. Per il momento non possiamo saperlo, e a dir la verità, se si trattasse di una faccenda senza seguito ci farebbe molto più piacere, visto che di tutto abbiamo bisogno tranne che di un nuovo -opoli, suffisso e cifra stilistica di scandali e pasticciacci nostrani. Ma una cosa è certa. L’Auditel, società privata controllata per il 66% da Rai e Mediaset, è nata nel 1984 e negli ultimi ventotto anni non ha fatto grosse modifiche per adattare il suo metodo di rilevazione al cambiamento del pubblico e dei canali TV, quando nel frattempo ci sono state delle vere e proprie rivoluzioni. E non è un dettaglio, perché i dati sugli ascolti influiscono in maniera determinante sul mercato pubblicitario così come sulle decisioni di investimento delle emittenti. Pensare a come modernizzare l’Auditel dovrebbe essere una priorità, altrimenti il mercato TV, già non particolarmente dinamico, rischia di restare ancorato a standard fuori dal tempo, favorendo le leadership di mercato già consolidate. A meno che l’obiettivo non sia proprio questo, è chiaro.

Maria Lo Bianco

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Commenti all'articolo
  1. bisognerebbe trovare il modo di tener conto dei cambiamenti nel comportamento del telespettatore, che non è più lo stesso di vent’anni fa. credo che questo dovrebbe passare sia dal metodo di rilevazione, che è ancora impostato su un’idea di pubblico che guarda la TV (e solo la TV) senza fare nient’altro, che dall’interpretazione e valutazione dei dati, ancora dipendente dall’idea di pubblico oceanico generalista. senza contare che ci sono stati spesso problemi legati alle “difficoltà” di Auditel nel rendere disponibili i dati di ascolto delle emittenti satellitari, e che da anni ci si chiede se le rilevazioni sono davvero affidabili, anche da un punto di rappresentatività statistica. in generale, secondo me il problema è un mercato viziato, basato su un’idea di pubblico che non esiste più, che cerca di perpetrare quest’idea per perpetrare se stesso.

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