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Opinioni e commenti
 

Associazione Avvocati Famiglia: importante riconoscere diritti elementari
Pubblicato il 17-01-2012


Le coppie di fatto continuano a essere un problema irrisolto, che affligge tutti coloro che perseguono scelte diverse. Il tentativo di portare avanti una politica di maggiori diritti viene dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che sul tema ha dichiarato: «Il Comune di Milano istituirà entro il 2012 il registro delle unioni di fatto. Milano manterrà l’impegno per il registro delle unioni di fatto. Dobbiamo dare risposte a situazioni diverse, io sono orgoglioso che diventi realtà, lo faremo entro quest’anno». Sulla questione si è pronunciato l’avvocato Milena Pini presidente dell’AIAF, Associazione degli avvocati per la famiglia e per i minori ( http://www.aiaf-avvocati.it/). 

Il sindaco Pisapia ha dichiarato di voler istituire i registri per le coppie di fatto, quali vantaggi porterebbe la creazione di questa lista?

E’ sicuramente un’iniziativa molto importante per quelle famiglie fondate su legami di affetto reciproco. Di fatto, oltre ad essere un riconoscimento di principio, riconosce i diritti elementari come casa, scuola e tutte quelle politiche di welfare a oggi negate a queste realtà.

Come la legge potrebbe tutelare queste realtà e quali sono i limiti costituzionali a riguardo?

Sicuramente manca una legge. L’art. 2 della Costituzione, secondo un’interpretazione ampiamente riconosciuta dalla giurisprudenza, riconosce tutte le tipologie di formazione sociale e quindi anche le famiglie di fatto. La necessità di una legge a tutela di queste realtà già si presentava alla fine degli anni 80, quando con Alma Cappiello mi feci promotrice della prima proposta di legge per normare le coppie di fatto. La lista proposta dal sindaco Pisapia sarebbe comunque rimandata alla libera scelta e richiesta della coppia, non sarà sicuramente un obbligo per nessuno.

Perché l’Italia è arretrata, sul piano legislativo, in materia di parità dei diritti?

In questo senso pesa tantissimo una tradizione cattolica, che privilegia le famiglie sposate secondo il rito cattolico. Questo nonostante l’Istat ci continua a confermare una sempre maggiore crescita verso la scelta della convivenza.

Questo non porta a una disparità e a quella disuguaglianza che proprio la Costituzione ripudia?

Le coppie che convivono non hanno diritti, neanche nei rapporti interni se non tramite contratti privati sempre revocabili e comunque relativi a contratti per successioni ed eredità. C’è ancora un’enorme discriminazione.

Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. Soltanto in Italia, tra i grandi paesi Europei, non è stata regolata la diffusa e crescente realtà delle coppie di fatto. Bene l’impegno del Sindaco di Milano di aprire al Registro per riconoscere a chi vuole di registrarsi. I diritti Civili sono diritti di libertà e non vi è alcun obbligo per quei Cattolici che non intendono avvalersi di tali possibilità, come divorzio, aborto, già Leggi dello Stato, ma speriamo per le unioni di fatto e per la fecondazione assistita. In altri paesi Europei sono state anche le forze della conservazione e di quelle cattoliche ad introdurre tali diritti civili. Ciò conferma la grave arretratezza e la strumentalità politica presente anche nel PD per dimostrare di recepire i condizionamenti del Vaticano al fine di qualche apertura elettorale.

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