giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Benvenuti al nord, vizi e stereotipi di un paese all’italiana
Pubblicato il 19-01-2012


E’ arrivato nelle sale cinematografiche ‘Benvenuti al Nord’. Il cast è lo stesso del fortunato campione di incassi ‘Benvenuti al Sud’. Il regista Luca Miniero lo presenta con queste parole: ”Come in Totò, Peppino e la malafemmina, qui c’è lo stesso senso di inadeguatezza, perché c’è un complesso di inferiorità del meridionale che emigra al Nord”. Un soggetto e una sceneggiatura originali per riflettere con acuta ironia su tutti quegli stereotipi che ci portiamo nella testa rispetto alla gente del settentrione e del meridione d’Italia. Una linea immaginaria che divide nord e sud e che si può riuscire a percorrere anche a suon di risate. Cast che vince non si cambia. Anche in questo sequel i protagonisti sono Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini più le new entry Paolo Rossi ed Emma, che canta sui titoli di coda. Il ‘nordista’ Alberto (Bisio) e il ‘sudista’ Mattia (Siani), con le rispettive famiglie, si incrociano ancora. Alberto e Silvia (Finocchiaro) sono tornati a Milano, ma la moglie di Alberto ormai detesta la citta’ per le polveri sottili, l’ ozono troposferico e il marito interamente assorbito dal lavoro, anzi, dal famigerato progetto e.r.p.e.s. (acronimo: efficienza, rapidità, puntualità, energia, sorriso) delle Poste, voluto dal capo Palmisan (Rossi). Nel frattempo lo scansafatiche Mattia e la moglie Maria (Lodovini) sono costretti a trasferirsi a Milano per incrociare ancora una volta la vita di Alberto.

Uffici postali computerizzati, precisione maniacale negli appuntamenti, nebbia e leghisti, sono questi gli ingredienti che danno il benvenuto a Mattia al primo approccio con la nuova città. Lui tenta ovviamente di resistere e scopre un nord diverso da quello tipico dello stereotipo sudista. Un posto accogliente che da’ a tutti una possibilità. Intanto Miniero ha messo per iscritto tutta la sua conoscenza di pregiudizi regionali anche in un libro. Esce in contemporanea con il film ‘Napoli Milano da casello a casello’, dove ha annotato alcuni vizi di tutto il Bel Paese.

Il successo del primo film e’ stato enorme. E’ stato distribuito in mezza Europa, Francia inclusa ed ha realizzato un incasso di 30 milioni di euro. Si capisce quindi il pericolo di ansia da prestazione, ma Bisio e’ tranquillo. ”No, siamo sereni perché è un bel film, e stavolta soggetto e sceneggiatura sono originali, e grazie allo sguardo del napoletano Miniero ho riscoperto una Milano che non conoscevo, quella del quartiere Isola”, mentre Siani parla di un ”Mattia vicino ai sentimenti, e Massimo Troisi era il comico dei sentimenti, ma rimane irripetibile”. Miniero parla di un ”confronto tra la Milano produttiva ma con le bende davanti agli occhi e la Milano del cuore, sommersa dalla prima ma che esiste: il nostro è stato un lavoro archeologico”.

Tutti i protagonisti, regista compreso, concordano, comunque, nel definirla una ”commedia intelligente” (Bisio) e una ”fusione tra risate e anima, non volgare, non grottesca e con personaggi credibili” (Siani), che mette in sordina ”i pregiudizi sul nord, che esistono ma sono meno interessanti di quelli esistenti nei confronti del sud”. Alla fine ne esce ”un confronto fra differenze, e non più il capovolgimento degli stereotipi come nel primo film” (Miniero). A sorpresa Paolo Rossi, nei panni del temibile ed efficientista Palmisan dichiara: ”Volevo fare Brunetta, ma mi è uscito Marchionne. E avete visto che da quando è uscito il trailer di Benvenuti al Nord ha cambiato il look?”.

Marco Bennici

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