giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Blitz al cda della Sapienza. Gli studenti insorgono
Pubblicato il 25-01-2012


«La mobilitazione di ieri è scaturita dalla promessa non mantenuta del rettore dell’Universitàla Sapienza Fratidi concedere quattro nuove aule alla facoltà, dal blocco del turn over e dalla successiva mancata assunzione di ricercatori e professori associati». Così gli studenti di giurisprudenza della Sapienza hanno spiegato la loro irruzione di ieri durante il cda del primo ateneo romano. A spiegare le motivazioni della protesta è Salvatore Corizzo del Collettivo di giurisprudenza “Atenei in rivolta”.

Cosa vi ha spinto a fare un vero e proprio blitz nel cda?

A giurisprudenza la situazione è ai limiti del paradossale, direi abbastanza drammatica. Molti studenti non possono seguire le lezioni a causa del sovraffollamento delle aule. Nelle ultime due settimane molte volte i professori si sono trovati ad invitare gli studenti ad uscire per motivi di sicurezza. Questa situazione è in conflitto con il diritto allo studio in un’Università pubblica. Il livello di indignazione e rabbia dovuto a questa situazione è salito fino a innescare la miccia esplosa ieri.

Quali sono le problematiche nella facoltà di giurisprudenza?

I problemi principali sono l’assenza di aule, in quanto quelle principali destinate agli insegnamenti più seguiti sono chiuse per lavori da due anni, e il blocco del turn over previsto dalla legge 133. L’età media dei professori è alta, non c’è ricambio generazionale, molti docenti sono andati in pensione e questo ha fatto sì che venissero accorpati più canali. Inoltre la facoltà si rifiuta di assumere professori associati.

Chi dovrebbe risolvere questi problemi?

La responsabilità è sia dal rettorato che dalla facoltà. La situazione in ogni caso è frutto di politiche di definanziamento dell’Università pubblica messe in atto negli ultimi anni.

Cosa chiedete?

Lo scorporamento dei canali e aule idonee ad accogliere 250-300 studenti, per garantire l’interazione tra professore e allievi. Nel breve periodo chiediamo però soluzioni immediate rivolte ad arginare l’emergenza: l’aula magna del rettorato per esempio è utilizzata solo per conferenze. Ci sembra assurdo che in una situazione di necessità un’aula dell’Università non debba funzionare per gli studenti.La Sapienzanon è un’azienda, la priorità dell’amministrazione deve essere garantire il diritto allo studio.

Sono previsti altri interventi del collettivo?

Il Rettore ha scritto al preside chiedendo di convocare il consiglio di facoltà, al quale dovrebbero partecipare entrambi, con il corpo docenti e la presenza di noi studenti. È necessario ripensare il piano didattico e il consiglio è il luogo adatto per risolvere problemi spesso ignorati, a volte per colpa del rettore, altre del preside. Dei giochi di potere tra facoltà e rettorato a noi non interessa, ci preme risolvere la situazione. È davvero poco dignitoso mandare via gli studenti dalle aule per problemi di sovraffollamento.

Martina Perrone

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