lunedì, 12 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Bonelli (Verdi), indecente avvicinamento alla costa del Giglio per profitto compagnie
Pubblicato il 14-01-2012


Assistiamo in questi giorni con un certo sbigottimento alle operazioni di contenimento del rischio di disastro ambientale provocato dalla Costa Concordia incagliata sulle coste dell’Isola del Giglio. Carburante, vernici e altre sostanze tossiche rischiano di essere riversate in mare e il maltempo non aiuta le operazioni di smaltimento. Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi, espone le preoccupazioni del mondo degli ambientalisti.

Il rischio è che la nave sprofondi, rendendo ancora più difficoltose le operazioni di recupero del carburante e delle altre sostanze nocive. Quale sarebbe l’impatto ambientale?

Se la nave dovesse sprofondare la situazione sarebbe drammatica. E’ un’area delicata e il riversamento in mare di sostanze dannose sarebbe un fatto pesantissimo che si andrebbe ad aggiungere a precedenti analoghi, purtroppo sempre nei mari della Toscana.

In questi casi le operazioni sono molto lunghe, oltre alla dispersione del carburante, quali sono i rischi?

Non c’è solo il carburante, ci sono oli connessi al funzionamento della macchina e sostanze nocive di vario tipo legate alla nave e ai meccanismi. Se non dovesse riuscire il recupero l’inquinamento sarebbe sì immediato, ma con conseguenze pesanti che si protrarrebbero nel tempo.

Crede che le misure prese finora siano adeguate?

Il disastro ormai è fatto, il problema è stato il ritardo nel lanciare l’allarme. Ora chiediamo che sia fatto tutto il possibile da parte del Governo per arginare le conseguenze della catastrofe ambientale.

Secondo lei, rispetto alla normativa sulle acque navigabili, c’è bisogno di più rigore o di nuove previsioni?

La situazione in merito è indecente. Le navi da crociera si avvicinano esageratamente alla costa per far vedere ai passeggeri il paesaggio e le bellezze artistiche, addirittura questo avviene nel Canal Grande a Venezia. E’ necessario che in merito ci sia più rigore: non è possibile che per questioni di tipo economico, per rendere più appetibile il viaggio, ci rimetta la sicurezza. Le compagnie fanno queste operazioni per rendere più attraenti i loro prodotti, ma il problema sta in chi lo consente. La questione principale è proprio il controllo, le capitanerie di porto dovrebbero essere più attente.

E sullo scarico in mare dei rifiuti?

Di legislazione ce n’è fin troppa, anche qui il problema è l’assenza di controlli e la diminuzione degli investimenti sulle società che si occupano di protezione ambientale.

La zona del naufragio è famosa per le immersioni, quale sarà l’impatto della tragedia su un’isola che vive di turismo?

Tutta l’area per molto tempo sarà interdetta e questo provocherà l’impossibilità di transito non solo per le navi da crociera. In questo modo sicuramente ne risentirà anche il turismo.

Martina Perrone

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Commenti all'articolo
  1. non credo che il problema sia lo scivolamento della nave, perche’ e’ adagiata e incastrata. Penso sia piu’ preoccupante e grave la situazione meteomarina, la nave e per meta’ allagata e con la forza del mare si puo’ spaccare in piu’ tronconi, allora si che sono guai.

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