martedì, 20 febbraio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Campania, depuratore sversa in mare? Bavaglio alla commissione
Pubblicato il 09-01-2012


Dal giorno precedente l’Epifania il depuratore di Cuma (Pozzuoli) ha sversato i liquami direttamente in mare creando i presupposti per un disastro ambientale dalle conseguenze inimmaginabili. I lavoratori della Hydrogest, la società che gestisce l’impianto per conto della Regione Campania, hanno messo in atto una clamorosa protesta «per i ritardi nel pagamento degli stipendi e il sistematico rinvio dei lavori di manutenzione ordinaria che creano seri problemi alla corretta funzionalità del depuratore» stando a quanto riferito dai rappresentanti sindacali. In queste ore però – a quanto apprende l’Avanti! – potrebbero emergere novità positive: Hydrogest avrebbe assicurato il versamento di almeno una tranche dello stipendio arretrato di novembre. In questo caso gli addetti sarebbero pronti a sospendere lo sciopero, «tenendo fuori le ditte in subappalto».

STIPENDI ARRETRATI – I ritardi sui pagamenti dei corrispettivi non riguardano solo la struttura di Pozzuoli, ma l’intera rete dei depuratori gestiti dalla Hydrogest, società in liquidazione, con un contenzioso aperto con la Regione Campania per il mancato rispetto delle tempistiche del contratto. I tecnici dell’Arpac (Agenzia protezione ambiente) stanno comunque valutando i danni causati dal mancato funzionamento temporaneo dell’impianto.

COMMISSIONE D’INCHIESTA – La questione presenta connotati di natura politica. L’ultimo, eclatante, è emerso con la mancata proroga di sei mesi per la Commissione regionale d’inchiesta istituita proprio per passare ai raggi x la gestione delle infrastrutture per il sistema depurativo di Napoli Nord, Marcianise, Acerra, Cuma e Foce Regi Lagni e di tutte le proprietà della Regione Campania. Nella relazione conclusiva del presidente facente funzioni, la fedelissima di Denis Verdini, Luciana Scalzi – che ha svolto le funzioni di Enrico Fabozzi, il consigliere Pd arrestato nelle scorse settimane per concorso esterno in associazione mafiosa – si leggono passaggi significativi: «La Commissione in forza dei poteri istitutivi concessi, ha richiesto, la testimonianza del dirigente responsabile dell’Avvocatura Regionale e del professionisti coinvolti nei procedimenti giudiziari in cui è parte attiva o convenuta la Regione Campania.

Dette richieste purtroppo non hanno trovato adesione e riscontro presso l’attuale Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale che in forza di un dispositivo interno ha negato l’audizione delle figure dirigenziali e professionali sopra indicate. Pur rimarcando l’incomprensibile diniego, rivendicando al contempo i poteri concessi alla Commissione dalla legge istitutiva e l’equiparazione della stessa alle commissioni consiliari permanenti e speciali. La Commissione non ha potuto ascoltare queste testimonianze ritenute utili e acquisire tutta la documentazione amministrativa e legale ritenuta necessaria per il pieno svolgimento dell’attività d’inchiesta».

Accuse pesanti, cadute nel vuoto. In ogni caso, la Commissione sentenzia «la responsabilità del precedente governo regionale che, una volta esplosa la vicenda Hydrogest, in tutta la sua gravità sia dal punto di vista erariale che ambientale, con interventi blandi e controproducenti, peggiorava ancor più la situazione, appesantendo ancor di più il rapporto con Hydrogest, non dando seguito ad un immediato e fattivo intervento sugli impianti».                       

Carlo Porcaro


Angela Merkel Angelino Alfano bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento