sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Cannabis, liberalizzare per uso terapeutico è segno di modernità
Pubblicato il 26-01-2012


In Gran Bretagna, Paese notoriamente proibizionista in materia di stupefacenti e del loro consumo, è stata avanzata una proposta di legge per depenalizzare i reati relativi al commercio di droghe. Nello stesso progetto rientra per la prima volta il riferimento all’uso terapeutico della cannabis, per il quale viene richiesto il riconoscimento come attenuante dalle corti di giustizia. A fare il punto sull’uso di sostanze come la cannabis per scopo terapeutico anche in riferimento alla legislazione italiana in materia, si è espresso il professor Luciano Angeluzzi, presidente del comitato scientifico dell’Associazione Cannabis Terapeutica.

Quali sono le carenze della normativa italiana in materia?

L’esperienza insegna che i danni della penalizzazione sono superiori a quelli della depenalizzazione: c’è più gente in galera per marijuana che per altri reati più gravi. Per quanto riguarda l’uso terapeutico, ad oggi è possibile, dietro prescrizione medica, avere un permesso per l’importazione di prodotti contenti il principio attivo della cannabis, che poi viene concretamente realizzata attraverso un ente ospedaliero. Certamente la strada è un po’ complessa dato che si tratta di un permesso non facile da avere e l’importazione avviene attraverso un’azienda terza.

Cosa dovrebbe cambiare sul piano normativo?

La legislazione dovrebbe prevedere l’ammissione di prodotti con principi attivi come il tetraidrocannabinolo per uso terapeutico. Sarebbe opportuno stilare una lista di prodotti da poter utilizzare per i quali è necessaria la sola prescrizione medica.

Rispetto agli altri paesi su cosa siamo indietro?

Sul riconoscimento di alcuni prodotti come la marijuana e i suoi derivati che sono parte di un armamentario terapeutico sì ristretto, ma che ha una certa validità in situazioni di grave dolore ad esempio nei pazienti oncologici terminali o in persone affette da malattie come la sclerosi multipla.

Quali sono i benefici della cannabis?

È noto che c’è un largo ricorso alla marijuana nel trattamento del dolore e un buon numero di soggetti ne hanno tratto benefici. In particolare per quanto riguarda la sclerosi, i benefici si sono riscontrati soprattutto sulla sfera dell’abilità motoria: ci sono pazienti che a seguito della cura riescono non solo a camminare, ma anche a guidare.

Ci sono studi che li certificano?

Alcuni studi in questa direzione ci sono anche in Italia: Carlo Pozzilli, professore ordinario pressola IIfacoltà di Medicina de “La Sapienza”, sta portando avanti uno studio proprio nei soggetti affetti da sclerosi multipla.

Qual è l’attività dell’associazione che lei presiede?

L’associazione è nata per sostenere che la cannabis e alcuni suoi derivati sono di notevole interesse nel campo medico. La sua missione è quella di convincere ad aderire all’impiego di una sostanza considerata per anni in malo modo e per facilitare lo sviluppo e il riconoscimento delle proprietà terapeutiche della cannabis.

Martina Perrone

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