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Opinioni e commenti
 

Celentano a Sanremo. Nessuna polemica cachet, va tutto in beneficenza
Pubblicato il 31-01-2012


Compensi e crisi. Quando si tratta di soldi e per di più c’è di mezzo un artista come Adriano Celentano, la polemica è inevitabile. La storia non è nuova per mamma Rai, che già lo scorso anno, ospitando a ‘Vieni via con me’ Roberto Benigni, si era accollata una valanga di critiche sulla necessità di spendere cachet tanto elevati per un ospite. Poi l’ospite in questione andò in onda gratis, in barba al principio di legittima retribuzione. Il chiacchiericcio sul compenso stavolta tocca l’evento più importante per Viale Mazzini, il Festival di Sanremo, che ospiterà ‘il molleggiato’ in modalità da definirsi. Anche quest’anno il Festival sarà presentato da Gianni Morandi, conduttore che vince non si cambia ed è proprio l’eterno ragazzo a esprimere viva soddisfazione alla conferenza stampa di presentazione: «Portare Celentano a Sanremo è un sogno che abbiamo da sempre: lui è Sanremo, proprio qui iniziò le sue provocazioni nel 1961 cantando ‘24 mila baci’». «L’ex ragazzo della via Gluck – ha sottolineato Morandi – è la storia, è la musica, non si discute averlo. Celentano è l’Italia».

CACHET E POLEMICHE – Compenso troppo alto? Crisi alle stelle? Niente paura, il cachet va in beneficienza e a calmare le acque è il direttore di Rai 1, Mauro Mazza che ha  dichiarato:«Se Celentano farà una serata percepirà un compenso di 350 mila euro, se ne farà due il cachet sarà di 700 mila euro, se ne farà tre, quattro o tutte e cinque avrà 750 mila euro». Lo stesso artista ha comunicato come intende devolvere il compenso. «Ha contattato sette sindaci – ha aggiunto Mazzi – quello di Verona Tosi, di Milano Pisapia, di Firenze Renzi, di Roma Alemanno, di Napoli De Magistris, di Bari Emiliano e di Cagliari Zedda e ha chiesto loro di segnalargli i nomi di famiglie in condizioni di assoluta povertà. Se percepirà 350 mila – ha detto ancora il direttore artistico – destinerà 100 mila euro ad un ospedale di Emergency e 250 mila a tredici famiglie. Nel caso di 700 mila euro di compenso, 200 mila andranno a due ospedali di Emergency e 500 mila a venticinque famiglie; gli eventuali 50 mila euro in più consentiranno di portare a ventisette il numero delle famiglie aiutate. Celentano – ha concluso – si farà carico di tutte le tasse». Ben venga la beneficienza, soprattutto in tempi di crisi. A volte però questo sa troppo di ripiego davanti a critiche tanto aspre quanto infruttuose.

 Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. Sulla bravura di Celentano come cantante non credo che ci possano essere pareri discordi. Il molleggiato è una parte consistente della storia della canzone italiana. Il fatto che a 70 abbia conservata intatta la sua brillantezza ne accresce ancora di più il valore artistico. Ma questo non lo autorizza ad ergersi a moralista, anche perchè non ne ha lo spessore necessario. Indubbiamente il mondo è pieno di moralisti peggio di lui, ma ciò non giustifica che il suo moralismo sia accettabile solo perchè viene da un artista della sua levatura. Potrebbe sembrare apprezzabile il gesto di rinuncia al compenso per devolverlo a beneficienza, ma non lo è affatto. Chi vuol fare del bene a chi ha bisogno lo fa senza osteggiarlo, senza chiedere in cambio una tribuna come quella di Sanremo da dove lanciare i suoi messaggi pieni più di pause e di silenzi che di parole. Insomma non ci sto. Non è concepibile che Celentano solo perchè può permetterselo utilizzi il palcoscenico di Sanremo senza alcuna censura mentre tantissima gente (operai licenziati senza lavoro, imprenditori spinti verso il fallimento dalle banche che rifiutano loro un fido salva azienda, pastori sardi portati al fallimento ed alla disperazione dai tassi di usura di Equitalia, famiglie di disabili lasciate sole per il taglio sulla spesa pubblica) non riesce a trovare una tribuna dalla quale lanciare il suo appello disperato. Per poter avere il diritto di parola in Italia bisogna essere Della valle, che compra una pagina del Corriere della Sera per esprimere una sua opinione o Celentano, che rinuncia al suo compenso a Sanremo per avere mezzora di diretta in TV. Certo meglio Celentano che Benigni, che dopo aver parlato per 20 minuti di cacca si è portato a casa 400 mila euro come compenso per la partecipazione alla
    trasmissione di Fiorello. Ma che paese è questo?

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