sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Che malinconia Malinconico…
Pubblicato il 10-01-2012


Tutti, ma proprio tutti, debbono essere al di sopra, ma anche al di là, di qualsiasi sospetto. Nessuno di noi è più in grado di dichiarare ipocritamente: «Innocente finché non giudicato colpevole dalla magistratura» (alla quale, naturalmente, «guardiamo con fiducia»). Se vogliamo mantenere la fiducia nel governo Monti, nella sua interezza, è imperativo che nessuno dei suoi componenti sia minimamente sospettato, non di reati, ma anche «soltanto» di comportamenti eticamente riprovevoli.Il caso che preoccupa di più è quello del sottosegretario Malinconico, troppe cariche pregresse, troppi agganci burocratici, troppi interessi di vario genere. Insomma, un tipico esponente di quel sottobosco burocratico-politico romano dal quale qualsiasi governo, tanto più se fatto da austeri «professori», dovrebbe tenersi molto alla larga. Come previsto dai più Malinconico ha rassegnato le sue dimissioni. Ma la domanda da porsi è come mai e da chi è stato ritenuto opportuno reclutarlo? La gatta frettolosa fa i gattini ciechi, ma qualcuno doveva vigilare, raccogliere i curricula, valutare sia le qualità sia i percorsi di coloro che venivano reclutati (che aspettiamo vengano, rapidamente, pubblicati sul sito di Palazzo Chigi).

Invece, vediamo con molta preoccupazione che fanno la loro emersione troppi residui di un passato che deve passare. Sono costi, non solo della politica, ma della democrazia che vorremmo trasparente e limpida. Neofita della politica ed estraneo al mondo romano dei pluriconsulenti onnipresenti e troppofacenti in tutti i gabinetti che, talvolta, vengono dati in leasing chiavi in mani ai neo-ministri, evidentemente Monti non è stato ben consigliato. Oppure non è stato consigliato affatto. Allora, i consigli ci permettiamo di darglieli noi, “hic et nunc”, papale papale. Subito. Insieme alla “spending review”, faccia anche una bella revisione della sua compagine di governo chiedendo a tutti i suoi collaboratori, sottosegretari e ministri, se hanno degli scheletri nell’armadio. In caso affermativo, li inviti con dolce fermezza ad andarsene (portando via anche gli scheletri).

Gianfranco Pasquino

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Commenti all'articolo
  1. Condivido pienamente le considerazioni di Pasquino e la necessità di maggiore attenzione nel reclutamento del personale Ministeriale e dei collaboratori, in quanto il nome di Malinconico era uscito sui giornali lo scorso anno. In questo momento l’aspetto comportamentale agli occhi dell’opinione pubblica, costretta a grandi sacrifici, ha assunto notevole significato da non sottovalutare.

  2. Caro direttore, penso che il Sottosegretario sia il prodotto di questa società, senza ideali, americanizzata nei suoi aspetti peggiori, penso che potremmo tirare un sospiro di sollievo quando ci saranno comportamenti come quelli dell’On. De Gasperi in occasione del suo primo viaggio in America, aveva un cappotto vecchio e lo rigirò, i piu anziani sanno cosa voglio dire.

  3. Tutto assolutamente condivisibile. Il discorso però va ampliato ai troppi capi di gabinetto e simili che con immarcescibile tenacia restano al loro posto mentre apparnetemente tutto cambia. Pure da valutare la promozione sul campo a ministri o sottosegretari di dirigenti generali in servizio e destinati a tornare in servizio nel medesimo ministero.

  4. Condivido il richiamo di Pasquino ad una più scrupolosa attenzione nel reclutamnto del personale ministeriale. Sono troppi i riciclati in servizio permanente, buoni per tutte le stagioni. Le dimissioni di Malinconico possono tuttavia rappresentare lo spartiacque tra, la nuova fase storica iniziata con Monti, e il buio periodo della illegalità trionfante di Berlusconi e compagnia.

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