domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Ciampi e la sua “lettera” ai giovani italiani
Pubblicato il 16-01-2012


Il Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi è autore del libro che sta uscendo in questi giorni dal titolo “A un giovane italiano”. Ammetto di non aver letto ancora il testo ma mi affascina l’idea che qualcuno che ha costruito il nostro Paese abbia voglia di parlare alle nuove generazioni. Ciampi, da quanto si apprende girovagando in internet, cerca di spiegare la grande differenza tra i giovani del suo tempo e quelli di oggi riassunta principalmente sulla subentrata mancanza di prospettive future che immancabilmente comportano un atteggiamento di resa di fronte a qualunque ostacolo. Seppur i giovani che hanno vissuto l’epoca postbellica avevano di fronte difficoltà molto più serie da affrontare, la certezza che nulla fosse vano li faceva agire con entusiasmo, spingendo lo sguardo oltre gli ostacoli.

Noi, giovani del nuovo millennio, ormai disillusi, riusciamo solo a razionalizzare il contesto in cui viviamo consapevoli che gli ostacoli devono essere superati ma immersi nell’interrogativo del come. Ciampi suggerisce di restituire il giusto valore ai concetti di merito, equità, libertà, concetti alti che in assenza di prospettive, speranze e in piena disillusione non trovano terreno per potersi radicare.

E’ difficile far trovare accordo tra tutte queste sensazioni e le parole del Presidente che ha ragione a spronare la nostra generazione mentre ha torto nel semplificare una situazione ormai arrugginita ed ereditata da chi ci ha preceduti. Ciampi dice che non si deve avere un atteggiamento di autocommiserazione, che la sua generazione ha fatto qualunque cosa pur di crescere non abbandonandosi mai all’idea che il destino “baro e cinico” sia accanito contro, come invece fanno molti ragazzi di oggi.

Permettetemi una riflessione personale: la nuova generazione non deve abbandonarsi agli alibi e dunque ricominciare a combattere; allo stesso tempo, però, le generazioni che ci hanno preceduto devono essere consapevoli che si sono costruiti un’Italia su misura, non pensando che potesse poi rimanere troppo stretta per chi li avrebbe seguiti. Su tutto un grazie a Ciampi: chiunque si fermi a riflettere sui giovani, riflette sul futuro dell’Italia, questo è già un ottimo motivo per leggere il libro.

Claudia Bastianelli

Segr. nazionale Fgs - Bastian Contrario

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