sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Condono edilizio, in Campania il Pdl ci riprova
Pubblicato il 06-01-2012


Se l’Italia è la patria dei condoni, la Campania ne è la portabandiera. Perché qui si registrano più abusi che in altre regioni. Quello edilizio, in particolare, rappresenta l’emblema di questa amara fotografia. Sono circa 70 mila in tutto, secondo gli ultimi dati di Legambiente, le case illegali: ne spuntano in media 6mila ogni anno, 500 al mese, 16 al giorno. Secondo il Cresme proprio questa “è in testa alle regioni-canaglia con 19,8 case abusive su 100 esistenti”. Nonostante i numeri allarmanti il condono edilizio viene invocato da amministratori pubblici, uomini di Chiesa e movimenti civici vari, che se ne infischiano dell’ambiente e dei vincoli paesaggistici. Con la scusa delle necessità della gente comune. Dell’isola d’Ischia, della zona flegrea nonché di quell’area vesuviana violentata da anni di cementificazione selvaggia.

SCHIFONE E IL MINI-CONDONO – Nelle ultime settimane, un mini-condono edilizio era stato proposto in Consiglio Regionale: dopo le polemiche apparse sui giornali locali e nazionali è stato ritirato. Quel che conta però è l’intenzione. Un emendamento al bilancio, a firma del consigliere Pdl Luciano Schifone, voleva sanare gli abusi commessi fino al 2010 oggi compatibili in base al nuovo piano casa che ammette incrementi delle volumetrie fino al 35 per cento. L’idea è piaciuta subito anche al vicecapogruppo del Pd, Lello Topo, sensibile al tema in quanto ex sindaco di Villaricca, un affollatissimo comune dell’area nord di Napoli. Lo scandalo stava per compiersi. Motivo principale? Mantenere alcune promesse elettorali e soddisfare gli appetiti dei costruttori. La retromarcia è stata poi annunciata, come d’incanto, in maniera bipartisan.

I capigruppo di Pdl, Pd, Udc, Idv, Nuovo Psi e Psi hanno sbarrato la strada all’emendamento che varava il mini-condono edilizio, già soppresso in commissione. “Ricordo con orgoglio il lavoro svolto contro l’abusivismo edilizio quando ero assessore regionale all’Urbanistica – commenta il coordinatore della segreteria Psi Marco Di Lello – e non posso non definire scandaloso l’atteggiamento di vescovi e rappresentanti istituzionali che chiedono ora il condono: mi sembra la stessa situazione del 2003 quando si scagliavano contro il termovalorizzatore e abbiamo visto come è finita quella storia”. Schifone, da par suo, ha ribadito “la necessità di mettere mano alla materia: nelle prossime settimane presenteremo un apposito disegno di legge per risolvere il problema”.

IL PARTITO DEI CONDONISTI – Resta la macchia indelebile lasciata da una classe dirigente che mette al primo posto gli interessi spiccioli, fonte di clientele, a danno di valori comuni che non portano voti a breve termine. Perde il partito trasversale dei condonisti, vincono più che gli ambientalisti i sostenitori del buon senso. Tra questi ritiene di annoverarsi anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha sostenuto, per bocca dei suoi assessori, come sia “illegittima la proposta che da una parte giustifica le forme di governo locale corrotte e dall’altra alimenta l’idea che vi è sempre la possibilità di sanare gli abusi edilizi”.

Carlo Porcaro

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