sabato, 24 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Coppie di fatto, Pisapia fa il registro per le unioni di fatto
Pubblicato il 17-01-2012


Il registro delle unioni civili a Milano diventerà realtà entro il 2012. Ad assicurarlo è stato lo stesso sindaco, Giuliano Pisapia. Che si mostra sempre più determinato nella realizzazione degli obiettivi del programma elettorale: dopo il debutto della contestata “congestion charge” nell’area C, il primo cittadino della rivoluzione arancione preme l’acceleratore anche sul fronte delicatissimo delle coppie di fatto.

IMPEGNO DA MANTENERE – «Manterrò l’impegno che avevo preso insieme con la coalizione, e ne sono orgoglioso, per cui il registro delle unioni di fatto diventerà realtà entro quest’anno», ha detto il sindaco. La nascita del registro per le unioni civili va di pari passo, nella lettura del primo cittadino di Milano, con l’arrivo del Papa in città, previsto a maggio in occasione della festa internazionale delle famiglie. Per Pisapia si tratta di «due segnali di forte cambiamento», sulla strada per «rendere Milano più vivibile, felice e bella».

REAZIONI – Parole che hanno subito incassato il plauso delle associazioni per i diritti degli omosessuali, come il Gay Center, che in una nota sottolinea come il «sostegno di Pisapia al registro delle unioni civili a Milano sia molto importante. Ora è necessario che questo messaggio di parità giunga anche al Parlamento e al governo». Di tutt’altro tenore i commenti dell’opposizione, che con il capogruppo Pdl in Consiglio comunale Carlo Masseroli ha parlato di «un’evidente provocazione, quasi un affronto alla Chiesa, nell’anno dell’incontro mondiale delle famiglie».

LA GIUNTA – Ma la giunta Pisapia – in cui la presenza dei cattolici è forte, a partire dal vicesindaco Maria Grazia Guida – fa capire di voler tirare dritto sulla strada del riconoscimento delle unioni civili. «Non si tratta solo di una promessa fatta in campagna elettorale – spiega una portavoce della giunta ad Avanti!online – ma delle necessità di un vasto mondo di persone, che hanno bisogno di vedersi riconosciuti alcuni diritti fondamentali. Non si tratta solo di coppie di fatto, ma di anziani che vivono con persone che li assistono, o di studenti universitari conviventi. A Milano – prosegue la portavoce – non c’è più soltanto la famiglia di tipo tradizionale, ma molteplici tipologie di convivenza, e la giunta vuole venire incontro alle esigenze dei milanesi. Ovviamente, un comune da solo non può fare molto. Servirebbe un successivo intervento a livello statale. La questione, però, non rappresenta assolutamente un problema, nemmeno per i componenti cattolici della giunta».

Chiara Merico

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