giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

De Laurentiis santo subito!
Pubblicato il 27-01-2012


 

Un benefattore. Nessuno l’ha capito. Parliamo di Aurelio de Laurentiis filantropo di fama internazionale le cui ricchezze e competenze calcistiche hanno permesso alla Società sportiva calcio Napoli, di cui è il prodigo Presidente, di acquisire la titolarità di campioni del calibro di Donadel, Lucarelli, Fideleff, Chavez, Britos, Rinaudo, Rosati. Il tutto solo per la stagione sportiva 2011-2012. Senza contare i diversi pezzi pregiati delle scorse stagioni, come: Navarro, Cribari, Datolo, Dalla Bona, Russotto, Mannini, Pià, Rullo, Hoffer solo per citarne alcuni. Quanta generosità in un solo uomo! Che magnanimità concessa a fini altrui!

RINGRAZIATE – E’ legittimo, dunque, pensare che le dichiarazioni rilasciate il 26 gennaio dall’altruista Presidente siano giustificate. In quella data il mecenate de Laurentiis dichiarava: «Ma che c…o avete vinto a Napoli? Avete vinto due scudetti e ‘na coppa Uefa…..e allora? So’ più de vent’anni che non stavate rivivendo un certo periodo di protagonismo, io poi me ne posso pure anda’, perché uno si rompe i co….ni e se ne va ed io me ne ritorno in America no? Però se io devo stare qua bisogna che tutti quanti ci rendiamo conto e armonizziamo e i tifosi per primi per i quali io ho sempre umilmente detto che lavoro, perché per me il mio committente è il tifoso, però tutti quanti dobbiamo sta’ co i piedi per ‘tera’, perché qui a Napoli non funziona un c…o, non è che dici sai a Napoli funziona tutto poi c’è anche il calcio, no, a Napoli c’è solo il calcio, e allora ringraziate».

UMILTÁ FATTA PERSONA – Non si capisce quindi come mai i suoi “committenti” ce l’abbiano con lui per quanto dichiarato. É vero, le mensole e le bacheche della sede societaria di Castel Volturno sono state appena spolverate e lucidate, seppur ancora vuote, ma sono state installate con la dovuta lungimiranza. Eppure i tifosi ce l’hanno ancora e sempre con lui, l’umile de Laurentiis. Un abbonato, ad esempio, dovrebbe gioire e gongolare del fatto che paga per determinati settori una delle quote d’abbonamento più alte d’Italia, a fronte di uno stadio fatiscente e obsoleto che quest’estate rischiava di non ottenere il nulla-osta da parte della commissione stadi della Champions League.

E invece no, si lamenta che il San Paolo sia l’unico stadio della Serie A senza un tabellone luminoso, si lamenta che alcuni settori siano sprovvisti di sediolini, si lagna che le file per l’acquisto dei biglietti della Champions League non siano disposte secondo le modalità con cui gli è garantito il diritto di prelazione e venga cacciato dalla fila dai facinorosi dei gruppi organizzati. Si duole del fatto che il Napoli un anno fa alla fine del girone d’andata fosse 2° e ora è ben 7°. Che ingrato.

SUL MOTORINO – Insomma la riconoscenza dov’è? Ringraziatelo tifosi! Prostratevi, inginocchiatevi, consacrategli dei rosari, chiedete delle messe in suo favore, costruite delle edicole votive con la sua foto o, laddove già esistenti, sostituite quelle con la foto di Maradona e metteteci la sua (rigorosamente dotata di occhiali da sole con lenti a specchio). Lui lavora per il Napoli e per Napoli, lui ci mette la faccia e i soldi. Ci mette la faccia, come quella volta in cui si alzò e abbandonò il sorteggio dei calendari della serie A e dichiarò: «Non me ne frega un c…o, siete delle m….e», riempiendo d’orgoglio il cuore dei napoletani per il linguaggio forbito utilizzato anche in quella sede.

Poi fermò il primo motorino che in quel momento passava nei paraggi e montò in sella. Un colpo di gas e via dalle scena, senza casco ovviamente. Insomma, fate come Fantozzi che si rivolgeva al suo mega-direttore dandogli del santo. Facciamo sì, per evitare che torni negli Stati Uniti scippando la città della sua benevolenza e amore, che il prossimo striscione al San Paolo reciti: “De Laurentiis Santo subito”. Un uomo che si è accollato un’intera squadra, rimettendoci i suoi danari dei cinepanettoni e senza che riuscisse a guadagnarci niente sopra. É proprio vero, se non fosse che a Napoli già c’è San Gennaro, la reliquia da baciare ogni anno dovrebbe essere la sua immaginetta.

Pietro de Maio

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Commenti all'articolo
  1. ma quante cretinate tutte assieme. de maio, si rende conto dov’era il napoli sette anni fa e dov’è adesso. ripassi la collezione di figurine panini e, se si trova, ripassi anche le basi di scrittura umoristica. la sua lascia a desiderare

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