domenica, 25 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Droghe, Londra come Amsterdam? Fumiamoci su!
Pubblicato il 24-01-2012


Chi acquista droga per consumarla con gli amici potrà evitare il carcere. Non siamo ad Amsterdam, tra le mete preferite per i tour all’insegna delle droghe leggere, ma nella ferrea Gran Bretagna. Tra pochissimo dovremo dire addio alle norme vigenti in base alle quali viene considerato reato non solo lo spaccio di qualsiasi tipo di droga ma anche l’assunzione ed il possesso per uso personale, la cessione ad altri anche gratuitamente, l’assunzione da parte di terzi nella propria abitazione. Addio anche alle sanzioni particolarmente elevate. In Inghilterra e nel Galles attualmente i ragazzi dai 10 ai 16 anni, coinvolti in episodi di droga, vengono denunciati alla Juvenile Court e possono essere messi in custodia anche se non in carcere. 

INGHILTERRA – Oltre la Manica il vento è cambiato. Sta per arrivare infatti una nuova normativa sul commercio di droghe, presente in una direttiva che stabilisce le nuove linee guida in materia. Una linea morbida che, secondo quanto recita il provvedimento, è volta a mitigare le pene per gli spacciatori, spesso donne costrette o sfruttare dalla criminalità organizzata. Mentre sono previste sanzioni più severe contro quanti vendono droghe a minorenni o quanti sono coinvolti nella produzione industriale degli stupefacenti. La direttiva prevede anche, per la prima volta, che l’uso medico della cannabis venga riconosciuto come attenuante dalle corti di giustizia. La materia è attualmente regolata dal “The Medicine Act” che disciplina l’assunzione e la vendita di taluni medicinali (barbiturici, tranquillanti ed altri) e dal “Misuse of Drugs Act”. Pertanto, si suggerisce a tutti coloro che assumono a scopo terapeutico medicinali che rientrano tra le sostanze stupefacenti di munirsi di certificato medico tradotto in inglese e autenticato presso il più vicino Consolato britannico.

SVIZZERA – Allargando il focus sul tema ad altre realtà estere emerge un panorama alquanto eterogeneo. La lotta al narcotraffico, infatti, è stata portata avanti nei diversi paesi europei a volte con la manica larga, altre con l’adozione di misure stringenti. C’è chi crede che la storia recente insegni che la guerra è ormai persa, che l’unica soluzione per tenere sotto controllo il fenomeno resti la liberalizzazione. Lo studio intitolato “Lotta alla droga. Stupefacenti contraddizioni?” portato avanti da due ricercatori dell’Università di Neuchâtel, in Svizzera, giunge alla conclusione che è illusorio sognare una società senza droghe. I due assistenti di diritto sostengono che la politica di repressione ha fallito e, seppur lontani da un giudizio positivo sul consumo di stupefacenti, intravedono una possibile soluzione nella liberalizzazione.

PORTOGALLO – Nella ricerca viene portato ad esempio il caso del Portogallo che nel 2000 ha legalizzato il possesso e il consumo di droghe entro una certa quantità prevista per legge. Nonostante l’opinione diffusa nel 2000, a distanza di 10 anni il Portogallo non è diventato affatto zona franca per il narcotraffico. La stessa proposta è stata recentemente avanzata in Germania, dal partito di sinistra Die Linke, che ha chiesto l’istituzione dei “club della cannabis”. La volontà del partito nel chiedere la riapertura del dibattito sulla legalizzazione delle droghe, è quella di contrastare il mercato nero.

ITALIA – In Italia l’utilizzo di stupefacenti è regolato dalla legge 49/2006, conosciuta come la legge Fini-Giovanardi, che mira all’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, con lo scopo di punire chi detiene, consuma o cede tali sostanze, non importa in quali quantità, con l’unica aggravante che oltre la soglia massima stabilita per legge si assume la qualifica di spacciatore. Mezzo grammo di marijuana, 750 milligrammi di cocaina, un quarto di grammo di eroina, 750 milligrammi di ecstasy, 500 milligrammi di anfetamina e 150 microgrammi di Lsd: sono queste le quantità massime consentite per il consumo personale di droga in base alle tabelle stabilite dalla legge.

Martina Perrone

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Commenti all'articolo
  1. vien da ridere vedendo che l’unico paese che punta ancora sulla tolleranza zero (causando effetti esattamente opposti) è l’Italia (da quell’ idiota ottuso di Giovanardi cosa ci si puo’ aspettare?! lol)

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