giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

È in discesa la corsa all’Eliseo del socialista Hollande
Pubblicato il 24-01-2012


Sta procedendo sotto ottimi auspici il cammino di François Hollande, il candidato socialista alle elezioni presidenziali il cui primo turno si terrà il prossimo 22 aprile in Francia. Dato per superfavorito da diversi sondaggi, Hollande ha sfoderato tutta la sua grinta domenica scorsa nel primo grande discorso elettorale al Palazzo delle Esposizioni di Le Bourget, appena fuori Parigi.

VALORI SOCIALISTI – Davanti a circa 25.000 sostenitori e al gotha del Partito Socialista (Ps), il candidato di Corrèze se l’è presa in particolare contro banche e finanzieri: «Il mio avversario – ha detto – non ha nome, né faccia, né partito, non si candiderà mai, anche se governa. È il mondo della finanza». Poi ha aggiunto: «Amo la gente, non i soldi». In particolare, ispirandosi alle proposte degli altri esponenti socialisti Arnaud Montebourg e Ségolène Royal (quest’ultima sua ex moglie e sconfitta da Nicolas Sarkozy alle elezioni del 2007),  Hollande  si è impegnato a promuovere la Tobin Tax (tasse sulle transazioni finanziarie oltreconfine) e una futura riforma delle banche. Subito dopo ha voluto riaffermare i valori laici dei socialisti, proponendo di rivedere il Concordato con la Chiesa alla luce di una rinnovata separazione tra etica dello Stato ed etica Vaticana.

IL RIVALE – In tutto il discorso (definito “il più intimista fatto finora” dal giornale online “The Huffington Post”), è stato particolarmente attento a distinguersi dal rivale Sarkozy, tra l’altro non nominandolo nemmeno una volta. «Io sono coerente con le mie scelte e non ho bisogno di cambiarle continuamente per essere me stesso» ha sottolineato. Ha inoltre esaltato il ruolo del suo Paese: «Ogni nazione ha un’anima e l’anima della Francia è l’uguaglianza» ha affermato ribadendo l’importanza di valori come il secolarismo, la giustizia e l’Europa. Il quadro sarà ancora più chiaro giovedì 26 gennaio, quando il vincitore delle primarie svelerà le sue priorità e la sua agenda da futuro presidente.

I SONDAGGI – Se compagni di partito e sostenitori hanno accolto con grande entusiasmo le dichiarazioni di Hollande, la violenta reazione del partito di Sarkozy, l’Ump, e le critiche espresse da altri partiti della Sinistra dimostrano che la battaglia del candidato socialista è ancora aperta, sebbene appaia in discesa grazie alle rosee previsioni di vittoria contro il presidente uscente, che appare effettivamente indebolito dall’aggravarsi della crisi economica e da alcune scelte politiche non gradite agli elettori. L’ultimo sondaggio di “Le Monde” e “France Télévisions” prevede il trionfo di Hollande al secondo turno contro Sarkozy con addirittura il 59% delle preferenze, mentre per “Paris Match” il candidato della sinistra si attesterebbe al 56,5%. Numeri impressionanti ai quali si avvicinò solo François Mitterand nel 1988, quando i sondaggi gli attribuivano il 57% dei consensi.

FRONT NATIONAL – Gli osservatori politici rilevano però che, per Sarkozy, saranno fondamentali al secondo turno i voti del “Front National” di Marine Le Pen (21% secondo i sondaggi) e sottolineano il ruolo di possibile ago della bilancia per il centrista François Bayrou, attualmente dato al 13%, che potrebbe scegliere di votare sia per Hollande sia per Sarkozy. Intanto, come scrive “Le Figaro”, il candidato socialista sta cercando il suo equilibrio. «Lui – ha dichiarato al giornale francese un membro della direzione del Ps – ha la musica e le parole: la musica è a sinistra ma le parole sono misurate ».

Luciana Maci

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