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Opinioni e commenti
 

E Monti partori’ il topolino
Pubblicato il 20-01-2012


Fase due, liberalizzazioni: il decreto è servito. Dopo il via libera del Quirinale di ieri, l’incontro con i partiti e la lunga (quasi 8 ore) sessione di cottura odierna a palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri mostra finalmente al pubblico l’arsenale con il quale intende fronteggiare l’incedere della recessione. Ma niente da fare. Tanto rumore per nulla. Il superministro cede alla lobby dei farmacisti e sentenzia un secco no alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C: verranno venduti solo in farmacia. Stessa storia anche per il popolo delle auto bianche. I tassisti, dopo aver paralizzato città intere, hanno avuto la meglio. La patata bollente viene passata all’Autorità dei trasporti con il compito di valutare, città per città, l’eventuale aumento delle licenze.

Per non parlare delle tanto contestate frequenze tv. Passera fa «l’indiano» e prende tempo: dovremo attendere altri 90 giorni per «definire al meglio la destinazione delle frequenze», ha dichiarato. Rispetto a quanto ci si aspettava dalla bozza, ci sono state alcune sostanziali modifiche. Vediamole punto per punto.

FARMACIE – No secco alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C: verranno venduti solo in farmacia. Aumento del numero delle sedi: in Italia ci saranno5000 farmacie in più, con un aumento dalle attuali 18mila a 23mila. L’assegnazione delle nuove sedi avverrà tramite un unico grande concorso nazionale, come ha spiegato il ministro della Salute Renato Balduzzi.

CONGELATO BEAUTY CONTEST  – «Abbiamo deciso di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze, per avere il tempo di definire al meglio la destinazione delle frequenze», ha dichiarato il ministro Passera.

TASSISTI IN MANO ALL’AUTHORITY – L’Autorità dei trasporti svolgerà un’istruttoria città per città per decidere il numero delle licenze da attribuire, a seconda dei singoli casi. Se ci sarà necessità di aumentarle, l’incremento avverrà con compensi tangibili per i tassisti che hanno già una licenza. Per quanto riguarda la mobilità da una città all’altra, l’Authority si coordinerà con i rispettivi sindaci.

NOTAI – Ci saranno 500 notai in più, e il rapporto fra cittadini e notai verrà verificato ogni triennio. Inoltre, dei 18 mesi di tirocinio necessari per sostenere l’esame da avvocato, sei potranno essere trascorsi nelle Università.

SSRL A UN EURO PER UNDER 35 – Il sottosegretario Catricalà istituiscela Società Semplificata a Responsabilità Limitata (Ssrl), che potrà essere fondata dai giovani under 35 con un capitale di solo un euro.

TRIBUNALE PER LE IMPRESE – Istituito dal ministro della Giustizia Paola Severino, il Tribunale delle imprese si propone di essere «un tribunale specializzato per assicurare la celerità dei processi che hanno come protagonisti le imprese e un aumento della qualità del servizio»

ENI E SNAM DIVISE – Il ministro Passera preventivato tra le aree di intervento il settore della distribuzione dei carburanti, le misure per favorire le piccole imprese operanti nel settore dei servizi pubblici e del trasporto, la scorporazione fra il soggetto che fornisce il gas (Eni) e quello che gestisce la rete distributiva del gas (Snam). E poi l’istituzione dell’Autorità dei trasporti con il compito di definire le regole per le nuove concessioni autostradali e rendere efficaci le nuove regole sulle ferrovie. L’Autorità si occuperà di «capire fino fondo come rendere efficace la separazione nel mondo ferroviario» tra rete e operatore.

COSA NON C’É – Passera ha ammesso che sono saltate dal decreto le misure sui pagamenti dei crediti delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La bozza del decreto, infatti, prevedeva un termine di 60 giorni, oltre i quali era prevista una mora dell’8%, oltre gli interessi, per le amministrazioni in ritardo coi pagamenti. Non c’è più traccia neanche dell’ipotesi di pagare le imprese con i Bot e l’annunciata riduzione delle distanze minime per le trivellazioni in mare.

TARIFFE PROFESSIONALI ABOLITE – Il ministro della giustizia Severino ha confermato l’abrogazione di tutte le tariffe professionali, sia minime che massime.

BERSANI – «Ho l’impressione che sia da rafforzare su due o tre cose», ha dichiarato Pier Luigi Bersani alla fine della conferenza stampa. Toni smorzati rispetto all’entusiasmo  di stamani all’assemblea Pd, quando il segretario aveva annunciato: «Sosterremo il governo con lealtà e trasparenza, dicendo chiaro quello che va e quello che non va, quel che faremmo noi di diverso. Lo sosterremo finché il Paese non si sarà allontanato dalla soglia del baratro a cui è stato portato e finché non si vedrà una luce, quindi fino alla fine della legislatura».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Non condivido la critica e la severità nei confronti del Governo Monti che sta operando bene, anche compatibilmente alle posizioni delle forze che lo sostengono. La sua azione sortirà effetti che non saranno immediati, ma nel medio termine. Un Avanti un pò troppo filo-massimalista per ora, preferivo la linea riformista.

  2. unico vantaggio dell'”Iinnesto Monti” il miglioramento dell’immagine a livelli europeo dove tra l’altro se ne fregano dell’Italia, ma chiunque avrebbe fatto meglio del puttaniere ciarlatano che ci governava prima e la sua banda, per il resto zero assoluto.

  3. Non sarei così duro nel giudicare i provvedimenti adottati dal governo Monti. E’ un inizio, e il provvedimento contiene alcune cose che in passato nessun governo ha saputo fare. Siete mai stati tra uno che vi trattiene a destra e uno che vi trattiene a sinistra? (così il governo in carica). Provate.

  4. Io credo che il Parlamento italiano abbia partorito un topolino…nel senso che la politica è quella che fa i compromessi al ribasso e i politici sono quelli che daranno o meno l’ok al decreto. Facile prendersela con un esterno. Chissà cosa avrebbero fatti i partiti in Parlamento con una manovra davvero liberale e ammazzacaste?

  5. Deludente che abbiano rimandato il pagamento ai privati entro 60 giorni da parte della pubblica amministrazione e la vendita delle frequenze televisive, le altre misure decise sono poco incisive ai fini della crescita .

  6. La forte mediazione sui provvedimenti dimostra due cose : la “vita del governo Monti ” è legata a doppio filo al volere politico dei partiti che lo sostengono ; il governo Monti , ci va bene perchè è servito a mandare a casa Berlusconi ma rispecchia una natura liberal-democristiana ( vedi Casini ) e non è certo votato a una politica di sinistra .

  7. la politica di Monti è deludente. Prima ha tartassato i soliti : lavoratori dipendenti e pensionati.La lotta all’evasione viene fatta sempre verso i soliti artigiani, commercianti e autonomi. Perchè non si mette lo scontrino fiscale e gli studi di settore ai supermercati e alle grandi aziende?
    Le liberalizazzioni sono al solito ininfluenti e non produrrano certamente la ripresa produttiva necessaria.
    Banche ed assicurazioni non vengono toccate!
    Così come non vengono toccati i costi della politica:

  8. Francamente non comprendo le forti critiche verso il Governo Monti che, è bene ricordarlo, deve “superare” l’esame di un Parlamento pesantemente condizionato dal Centro-Destra. Chi si aspettava una politica di “sinistra” è affetto da semplicismo politico e di facile illusione. La riconquista di una “dignità” internazionale e provvedimenti, pur al disotto dell’auspicata equità, si muovono verso possibilità positive, sia sul fronte della lotta all’evasione e tassazione di qualche bene di lusso (vista il veto di Berlusconi sulla patrimoniale) e sia nelle liberalizzazioni, dove il condizionamento corporativo si aggiunge a quello degli interessi politici. Ritengo che il giudizio politico equilibrato conforme alla visione Riformista sia da collegare alla fase nuova aperta con l’uscita di scena di Berlusconi e dell’insopportabile arroganza che esprimevano i suoi lecca piedi. Esprimiamo doverosamente le critiche verso le carenze e insufficienze, ma valorizziamo le potenzialità nella prospettiva del nostro paese, che comunque richiede una messa a punto di un nuovo programma valido e convincente per superare la crisi e dare risposte positive ai giovani e alle donne.

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