giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Federconsumatori, con farmaco “generico” si risparmia fino al 20%
Pubblicato il 30-01-2012


Liberalizzazioni, tema caldo di questi giorni. Che diventa bollente se parliamo di farmaci. Nel tanto atteso decreto Monti fa la sua apparizione il fantasma del farmaco generico. E le cose per il consumatore cambiano e non di poco. Sulla prescrizione, infatti, il medico dovrà aggiungere le parole «sostituibile con equivalente generico» oppure «non sostituibile» nei casi in cui sussistano motivazioni contrarie. Se il dottore invece si limita a scrivere il nome del farmaco, sarà il farmacista, forte di una prerogativa che gli deriva da una legge del 2001, a «fornire il medicinale equivalente col prezzo più basso salvo la diversa richiesta del cliente». Abbiamo chiesto l’opinione di Giovanni De Giudici, presidente della Federconsumatori di Torino.

Secondo il decreto Monti, il medico dovrà aggiungere a sua discrezione le parole «sostituibile con equivalente generico» sulla prescrizione. Come presidente di un’associazione a tutela dei consumatore, che ne pensa?

Noi siamo favorevoli alle liberalizzazioni e quindi ci poniamo positivamente nei confronti di questa norma. Riteniamo però incompleta una liberalizzazione che non prende in considerazione i farmaci di classe C.

Perché?

Perché aumentare le farmacie? A Torino, per esempio, verranno aperte 25 nuove farmacie senza dare alcun vantaggio al consumatore che si troverà a dover comunque pagare i farmaci di banco, quelli appunto di classe C di tasca propria. Il nodo è molto difficile da sciogliere e non consente la libera concorrenza. Certo l’obbligo di scrittura sulla ricetta sarà comunque un vantaggio, soprattutto economico.

Qual è il risparmio per il consumatore che opta per il farmaco generico?

Si risparmia fino al 20% sul costo del farmaco ‘griffato’.

Come si pone il consumatore nei confronti del farmaco equivalente?

Il consumatore si pone favorevolmente. Purtroppo però c’è molta contro informazione: il farmaco generico contiene lo stesso principio attivo di quello ‘griffato’ che costa di più solo perché ha un brevetto e un nome. Purtroppo c’è una tendenza a negare questa equivalenza sostanziale, per motivi economici. Con l’apertura delle prime parafarmacie si è molto parlato di questa tipologia di farmaci, è necessario informare il cittadino.

Diletta Liberati

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