giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

A causa delle piogge smottamento nelle Filippine
Pubblicato il 09-01-2012


Ha provocato almeno 25 morti lo smottamento che ha travolto una cinquantina di abitazioni alle pendici di una montagna. Squadre di soccorso all’opera per cercare di salvare altri superstiti: si teme che un centinaio di persone siano rimaste sepolte dal fango.

“Penso purtroppo che disastri del genere diventeranno ‘normali’ data la deforestazione selvaggia di questi anni e la mancanza di senso di responsabilità da parte di sindaci e altri amministratori. Ed è la povera gente che continua a pagare”, racconta un testimone. No, non stiamo parlando di disastri in Liguria dello scorso autunno o di altri analoghi che negli ultimi anni si sono moltiplicati in Italia. Questo non è un vecchio articolo finito per errore in pagina. Il disastro di cui parliamo è avvenuto giovedì notte nelle Filippine, nell’isola meridionale di Mindanao e ha travolto gli abitanti di Pantikan, nella Valle di Compostela, nella regione orientale mineraria aurifera di Davao. Ma certo le somiglianze sono impressionanti. E non perché tutto il mondo sia palese, il che è una banalità, ma perché in tutto il mondo prima o poi si pagano  politiche dissennate incuranti della tutela dell’ambiente.

LE SOLITE SCUSE – Lo smottamento a Pantikan si è verificato in piena notte, cogliendo di sorpresa i residenti. Come sempre, i primi lanci di agenzia contenevano la frase canonica: “A causa delle forti piogge”.  Ma che nella zona piova non è una novità. Tra l’altro, poco prima di Natale, le coste nordoccidentali di Mindanao erano già state spazzate dal tifone Washi, con un bilancio di almeno 1.200 morti e forse 2000 dispersi. Il punto è che la frana era prevedibile, dato che lo sfruttamento dei filoni auriferi aveva ridotto la montagna a una forma di groviera.

E allora, banalità per banalità, si potrebbe ricorrere al “piove, governo ladro”. In questo caso, alcuni “governanti”, cioè amministratori locali, si sono precipitati a dichiarare che  più volte avevano avvisato del pericolo per gli abitanti dell’area. Ma le chiacchiere stanno a zero. Non risultano ordini di sgombero o progetti di ricollocazione della cittadinanza. Neppure dopo che in aprile e maggio scorsi decine di minatori erano rimasti uccisi in conseguenza di smottamenti simili.

Un’altra somiglianza con l’Italia è che si tratta di zone vulcaniche e sismiche. Su alcuni vulcani “dormienti” delle Filippine ci sono tante costruzioni e vie di fuga talmente strette che un’eruzione provocherebbe più morti di un bombardamento a tappeto. Come in Italia – basta dare un’occhiata alle pendici del Vesuvio, l’unica è affidarsi a un altro luogo comune  e sperare che non si svegli il can che dorme.

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Commenti all'articolo
  1. Gentile Direttore, mi permetto di farle notare che il titolo del suddetto articolo, nn è conforme al tema espresso e cioè che la colpa di certi disastri è,si, in parte dovuta alle forti piogge, ma le Autorità nn mettono in guardia del pericolo che corre la popolazione residente in zone a rischio, in quanto gli interessi economici rendono ciechi e sordi davanti al dio denaro.

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