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Opinioni e commenti
 

Giamaica, l’opposizione si fa donna e vince
Pubblicato il 06-01-2012


È una donna la nuova premier della Giamaica: Portia Simpson Miller ha vinto le elezioni del 29 dicembre scorso con il People’s National Party (Pnp), fino a quel momento all’opposizione. La vittoria di “Sister P”, come la chiamano i suoi sostenitori, è stata incisiva e non prevista dai sondaggi: 41 seggi su 63 sono andati al Pnp, tanto che il primo ministro uscente, Andrew Holness, ha parlato di “umiliante sconfitta” per il Jamaica Labour Party (Jlp), al governo dal 2007. Come rileva il quotidiano nazionale Jamaica Observer, Simpson Miller, 66 anni, “si è sempre battuta come una tigre per il Pnp sin da quando era adolescente”. Eletta per la prima volta in Parlamento nel 1976, è diventata la prima donna premier del Paese tra il 2006 e il 2007 dopo il ritiro dell’allora primo ministro P.J.Patterson. Nel 2007 le elezioni furono vinte dal Jpl guidato da Bruce Golding, che a ottobre scorso si è dimesso, lasciando il posto a Holness, 39 anni.

CONVINTI GLI ELETTORI – Secondo gli osservatori, Miller è riuscita a vincere facendo appello alla classe lavoratrice, tradizionale bacino di elettori del Pnp, mentre il Jlp è più conservatore e vicino agli imprenditori. “Li ha convinti – scrive Claude Robinson, commentatore del Jamaica Observer – che avrebbe preso decisioni nell’interesse del Paese e non in quello dei privilegiati o delle persone legate al potere”. Considerata da alcuni “poco intellettuale”, è comunque ritenuta donna di grande tenacia e in grado di ascoltare i consigli prima di prendere decisioni. Inoltre i commentatori politici hanno rilevato che, negli ultimi mesi, ha lavorato molto sulla sua capacità di parlare in pubblico.

In generale la campagna elettorale del Pnp è stata incentrata sull’economia che, in questo Paese caraibico di circa 2 milioni e 700mila abitanti, non versa in buone condizioni. Il debito pubblico è circa il 130% del Pil e la disoccupazione è oltre il 12%. Le entrate derivano principalmente dal turismo, settore ancora vitale, dalle rimesse degli emigranti (quasi il 15% del Pil) e dalle esportazioni di bauxite e alluminio, che però negli ultimi tempi hanno risentito della crisi internazionale.

CORRUZIONE E CRIMINALITA´ – Oltre al bisogno di risolvere i problemi economici, c’è la necessità di affrontare gli elevati tassi di corruzione e criminalità. Ma tra le ragioni della vittoria del Pnp sembra esserci anche il cattivo stato delle strade che nell’isola è una vera e propria emergenza. Secondo fonti locali, quando il Jlp salì al potere nel 2007 circa il 30% delle comunità giamaicane aveva strade in pessime condizioni. Oggi la percentuale sarebbe aumentata fino all’80%. La protesta popolare, infatti, è andata crescendo e anche i media locali hanno più volte sottolineato l’emergenza. Nell’agenda del Pnp è prevista la creazione di un’Autorità per le strade, che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contribuire a migliorare la situazione. Un dato positivo intanto è già stato incassato. Le recenti votazioni si sono svolte senza le violenze che hanno contrassegnato le precedenti. Tutto liscio o quasi. Si sono registrate solo lunghe code alle urne a causa del malfunzionamento degli scanner per le impronte delle dita.

Luciana Maci

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