domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Indignati a Bologna contestano Napolitano
Pubblicato il 30-01-2012


«Metto in guardia contro la pericolosità di reazioni contro qualsiasi provvedimento legislativo che vadano ben al di là di richieste di ascolto e confronto e anche di proteste nel rispetto della legalità, per sfociare nel ribellismo e in forzature e violenze inammissibili». Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel discorso tenuto in queste ore a Bologna in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Alma Mater. Tuttavia mentre il rettore, Ivano Dionigi, consegnava al capo dello Stato la laurea ad honorem in “Relazioni internazionali e Scienze internazionali e diplomatiche”, fuori dalle aule dove si svolgeva la solenne cerimonia, gli studenti dei Collettivi e dei Centri sociali, uniti in corteo, innalzavano cori in opposizione alla consegna della laurea al Presidente e, nel tentativo di forzare il blocco della polizia in tenuta antisommossa, hanno lanciato rifiuti contro gli agenti.

ALTA TENSIONE – Qualche momento di tensione c’è stato anche tra alcuni manifestanti e gli automobilisti lungo viale Gozzadini a causa del traffico rallentato dal corteo che protesta contro il presidente Giorgio Napolitano. Un automobilista è sceso dal proprio mezzo e ne è seguito uno spintone con un manifestante. L’accenno di rissa è stato subito sedato dall’intervento di altri manifestanti. L’automobilista era arrabbiato perché il corteo gli impediva di andare a lavorare. Agli automobilisti che suonavano i clacson alcuni manifestanti hanno risposto con frasi del tipo «Ma voi non siete incazzati con Monti?». Un’automobilista ha risposto: «Ma voi avete qualcuno migliore di Monti?». Il corteo poi ha abbandonato i viali e si è immesso lungo via Santo Stefano esplodendo lungo il percorso alcuni mortaretti. «Tra rifiutare i partiti – prosegue il capo dello Stato – ed estraniarsi con disgusto dalla politica il passo non è lungo ed è fatale perché conduce alla fine della democrazia e quindi della libertà». Parole, quelle del Capo dello Stato, rivolte alla protesta dei cosiddetti “Forconi”, ma che ben si adattano al clima di tensione con il quale è stato accolto questa mattina nel capoluogo emiliano.

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