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Opinioni e commenti
 

Grillo contro lo “ius soli” e dalla rete partono le contestazioni
Pubblicato il 25-01-2012


«La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso». Con questa dichiarazione, apparsa sul suo blog, Beppe Grillo si è scagliato contro l’iniziativa parlamentare volta al riconoscimento della cittadinanza in base al principio dello “ius soli”, ovvero a tutti i figli di immigrati nati in territorio italiano. E con questa frase forte è riuscito a inimicarsi tutti, proprio tutti, compresi i grillini della base torinese. «Vogliono distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi», si giustifica il comico genovese. «Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri – incalza Grillo – dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite». Ma non bastano queste aggiunte a convincere quanti, fra i seguaci del comico, avevano già storto il naso.

I DISSIDENTI – Il boomerang lanciato da Grillo gli si è rivolto contro sul suo stesso blog, dove sono partite, aspre e immediate, le contestazioni. «Noi del Movimento 5 Stelle di Torino ci troviamo a dover votare un ordine del giorno per l’adesione della Città a questa campagna». Così sono intervenuti i “dissidenti” sul blog del comico genovese. «Dopo ampia consultazione in rete, abbiamo deciso di votare favorevolmente perché così vuole la stragrande maggioranza dei nostri simpatizzanti ed elettori che si sono espressi».

Grillino extracomunitario – «Beppe, veramente non capisco il tuo messaggio». Apre così la sua contestazione un grillino immigrato, deluso dalle dichiarazioni del comico. «Io sono immigrato, sono venuto in Italia a 12 anni e adesso ne ho 28. Ho fatto richiesta di cittadinanza 6 anni fa e sto ancora aspettando risposta. Ho fatto le medie, le superiori e l’Università in Italia, conosco bene storia e cultura italiana. Io mi sento italiano e mi cadrebbe il mondo addosso se un governo fanatico mi costringesse a tornare al mio Paese natale».

GRANATA (Fli), GRILLO QUALUNQUISTA – Forti reazioni anche dal mondo della politica. «Pur essendo un uomo di destra, ritengo la cittadinanza ai nuovi italiani una questione di giustizia e di civiltà legata a una visione politica e laica della cittadinanza e della partecipazione ai destini della nazione», ha dichiarato in una nota il vice coordinatore nazionale di Fli, Fabio Granata. «Visione – ha precisato – che nel suo qualunquismo generalista, Grillo probabilmente non riesce né a cogliere, né a comprendere».

TURCO (Pd), GRILLO FUORI DI TESTA – A commentare le forti dichiarazioni del comico genovese è intervenuta anche Livia Turco, responsabile immigrati del Pd ed ex ministro per la Solidarietà Sociale. «Grillo è fuori di testa. Noi vogliamo rapidamente l’approvazione di una legge per dare cittadinanza ai bambini che nascono e crescono in Italia. Impiegheremo – ha concluso l’ex ministro – tutte le nostre forze per far comprendere al Paese le nostre ragioni e per ottenere una norma in Parlamento il più presto possibile».

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. Grillo è di sinistra come la Lega è di destra… I movimenti populistici non appartengono agli schemi classici della politica(anche se ormai discutibili) che hanno caratterizzato principalmente il XX secolo. Attraverso un meccanismo retrogado, invece di proporre azioni politiche fondate su un ventaglio di valori e raccogliere quindi il consenso, si fanno carico di un malessere diffuso e condiviso per formulare le loro proposte senza alcun valore di fondo. Sfortunatamente la storia ci ha insegnato che in determinate epoche e sopratutto facendo leva sull’ignoranza, ottengono ottimi risultati…

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