sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

I pericolosi pagatori dei conti altrui
Pubblicato il 13-01-2012


Esiste una categoria rarissima di soggetti che si aggira attorno al Palazzo, o comunque dove c’è di mezzo qualche ingombrante affare, che torna sempre quando c’è odore di inciucio. Sono gli ormai noti pagatori dei conti altrui, più specificatamente di politici e pezzi grossi. Dimenticare l’indignazione con la quale l’ex ministro Scajola venne a sapere che la casa dove aveva vissuto per più di cinque anni, un mega appartamento di quasi 200mq con vista Colosseo, gli era stata pagata da un altro, è impossibile. Così, senza dire niente, e l’onorevole all’oscuro di tutto. Certo, il nostro deve aver preso una pesante batosta da certi amici che lo hanno tradito in questo modo. Sarà stato furioso, era convinto di esserselo pagato da solo. E ce la ricordiamo la fretta con la quale Tremonti, ex ministro di questa Repubblica,  dovette fare armi e bagagli dalla sua residenza “temporanea” romana di Campo Marzio, quando si scoprì che Marco Milanese pagava al suo posto il costosissimo affitto dell’appartamento? Questa volta, tuttavia, non a sua insaputa almeno. Era soltanto convinto di essere ospite del cortese amico. E Berlusconi,  nelle notti allegre di Palazzo Grazioli, tra una consigliera regionale, una minorenne e qualche sedicente aspirante velina, sarà mai venuto a sapere che sull’uscio c’era sovente un Tarantini pronto a remunerare profumatamente le sue ospiti? No, sarà avvenuto tutto, come al solito, a sua insaputa. Perché questa non si chiama prostituzione, si chiama “incontro cordiale tra amici dopo una giornata intensa e stancante di lavoro”. L’ultima vittima della crudele morsa di questa categoria di soggetti, è Carlo Malinconico, nientedimeno che il sottosegretario alla presidenza del consiglio del tecnicissimo Governo Monti. Malinconico aveva trascorso le vacanze al Pellicano, l’hotel mozzafiato di Porto Ercole, inconsapevole del fatto che qualcuno aveva sempre pagato i salatissimi conti al posto suo.

Quando uno va in albergo, all’entrata lascia il documento e all’uscita se lo riprende e paga il conto. A meno che qualcun’altro non l’abbia  preceduto. Ora, il feroce “pagatore dei conti” in questione è un componente della famigerata “cricca”, lo stesso che rispose al devastante terremoto dell’Aquila con una bella e sonora risata, già eccitato al pensiero di come avrebbe potuto mettere le mani sugli appalti per la ricostruzione.

Sull’opportunità o meno di Monti nello scegliersi come braccio destro proprio Malinconico, ci sarebbe da discutere. A onor del vero, alcuni quotidiani avevano denunciato l’inciucio dell’Argentario già un paio di anni fa. E non facciamoci prendere in giro quando ci viene detto che in quei giorni convulsi, tra le dimissioni del governo Berlusconi e l’insediamento del governo tecnico, Monti non ha avuto il tempo di esaminare tutti i curricula. E Fazio, che in occasione dell’intervista a Monti ha sfoggiato la sua migliore verve e il suo peggior completo, possibile che non abbia mai considerato l’ipotesi neppure di nominarlo quel sottosegretario scomodo? Rovinosa caduta di stile, caro Fazio. E si prepari al terremoto mediatico anche il ministro Patroni Griffi, che ha acquistato dall’INPS una casa  che vale 800mila euro al Colosseo per poco più di 170mila. Ci sarà in agguato un altro minaccioso pagatore dei conti? Uno alla volta, tutti dovranno mostrare al Paese i propri curricula, anche i “sobri” tecnici del governo Monti. Che avere un profilo sobrio non significa per forza integrità di coscienza e buona condotta.  Questi anni sono duri e la nostra classe dirigente dovrà scoprirsi con gli italiani. Gli unici che pagano i conti altrui. E salati.

 

 

 

Giada Fazzalari

Giornalista - PoliticAnti

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Commenti all'articolo
  1. D’accordo quasi su tutto. E poi finalmente qualcuno ha il coraggio di rivolgere pubblicamente una critica a Fabio Fazio, uno dei tanti “portavoce” della sinistra televisiva che per anni ha vomitato veleno contro il malcostume politico dell’ala a lui indigesta esimendosi puntualmente dall’elargire commenti pericolosi verso chi gli fa comodo e che proprio immacolato, come abbiamo visto, non è.

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