martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Bar Giobetti
Pubblicato il 17-01-2012


Mi chiamo Marta, ho 39 anni, e sono moglie di un dirigente d’azienda. Ogni giorno, dopo pranzo, mi piace andare al Bar Giobetti e bere una tazzina delle sue ricercatissime miscele di caffé. La mia preferita è la Gold, quella del terzo ripiano, aromatica e vellutata. Il signor Giobetti dice che la prepara apposta per me. Mio marito è geloso e lo odia. Spero non voglia davvero investirlo col Suv.Mi chiamo Sara, ho 23 anni, e studio Scienze Politiche. Alle volte svegliarsi è difficile, così la mattina faccio colazione al Bar Giobetti e inizio bene la giornata. Il signor Giobetti è un vecchietto meraviglioso, ogni tanto il caffé me lo offre lui. Prendo quello del primo ripiano: la miscela Smiley. Lui mi sorride, io gli sorrido, e anche il caffé sembra sorriderci. Eppure ero sicura che quella nel posacenere fosse soltanto una sigaretta…

Mi chiamo Vito, ho 76 anni, e quando mia moglie non ha voglia di mettere su la caffettiera, perché “se no ti viene un infarto”, io esco di casa e faccio due passi fino al Bar Giobetti. Lì il signor Giobetti mi fa un caffé speciale, leggero leggero. “Miscela Peace”. Ed io me lo bevo con calma, al tavolino, guardando i barattoli sul secondo ripiano e i cartelloni pubblicitari oltre la vetrina: “Funerale a partire da 1.950€”. Oggi non muoio, non me lo posso permettere.

Mi chiamo Marco, ho 32 anni, e sono un consulente finanziario. Per via del lavoro sono sempre in giro, su e giù per la città, tutto il giorno. Inizio presto, stacco tardi, e non riposo mai. Per fortuna, in centro, c’è il Bar Giobetti. È una tappa obbligata: entro, sorrido, punto l’indice sul quarto ripiano e dopo due minuti il signor Giobetti mi prepara una tazzina di miscela Strong. È stato davvero un aiuto importante da quando ho smesso di drogarmi.

Mi chiamo Giovanna, ho 47 anni, e sono una degustatrice. Per me i sapori e gli odori sono tutto. Ho un gusto e un olfatto delicatissimi. Quando non sono a casa e ho voglia di un caffé, io voglio berlo esattamente a modo mio: doppio, ristretto, tiepido, in tazza grande di vetro. Quando voglio un caffé così, io vado al Bar Giobetti. Sul quinto ripiano c’è la stessa miscela che uso a casa: la Pink. E mentre lo bevo, io adoro sparlare di tutti quelli che ancora si ostinano a non bere il caffé amaro.

Mi chiamo Andrea, ho 27 anni, e sono il garzone del bar Giobetti. Il mio lavoro è molto semplice: ogni mattina prendo un enorme sacco di caffé da Wu Ming, il nostro grossista cinese, e ci riempio l’espositore. Ci vuole un po’, perché ci sono cinque scaffali pieni di barattoli da riempire. Ogni tanto Wu Ming mi aiuta e riusciamo a finire prima. Wu Ming parla molto bene l’italiano, ma se gli dico crisi economica, lui non mi capisce. Mi sa che vuol dire che è davvero cinese.

Due di picche

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