domenica, 22 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il blocco dei tir ci costa 120 milioni al giorno
Pubblicato il 25-01-2012


I blocchi dei Tir stanno mettendo in ginocchio un Paese già in forte affanno per la recessione economica. La semiparalisi di alcuni comparti produttivi, dovuta alle proteste di questi giorni, contribuirà infatti ad affossare ulteriormente la dinamica del Pil. E basta fare due conti per capire quali siano le perdite quotidiane generate dalle agitazioni in corso.

IN FUMO 30-40MLN AL GIORNO – Come si sa, è sulla gomma che in Italia viaggia l’86-87% delle merci, il 90% dei beni deperibili e addirittura il 100% dei carburanti. Le imprese dell’autotrasporto sono circa 110mila e hanno un fatturato di 46miliardi di euro. Se il blocco fosse totale si perderebbero 120-130milioni al giorno, considerando invece un fermo dei mezzi (volenti o nolenti) attorno al 25-30%, si può stimare che vadano in fumo ricavi quotidiani per il settore pari a 30-40milioni di euro. Globalmente le aziende di autotrasporto italiane contano, nel ramo del «pesante», su un parco di circa 500mila veicoli e «in questo momento avremo un migliaio di mezzi che ne bloccano altri 20 o 25mila», calcola all’Avanti! online Pasquale Russo, segretario generale di Conftrasporto.

LA MAPPA DEI BLOCCHI – Poi aggiunge: «Al Centro-Nord il 95% dei mezzi sta lavorando, mentre al Sud la situazione è più variegata. Ci sono zone come la Calabria dove è tutto sostanzialmente fermo. In Puglia ci sono blocchi diffusi al Nord e in Campania siamo metà e metà dopo l’intervento delle forze dell’ordine. In tutta Italia potremmo dire che un quarto dei mezzi è fermo». Infine Russo chiosa: «Si tratta di fenomeni di illegalità che vanno trattati come questioni di ordine pubblico. Per fortuna le imprese stanno ripartendo. C’è ancora la paura di subire atti vandalici, ma intanto la merce qualcuno deve pur consegnarla e le commesse, soprattutto sui traffici internazionali, stanno andando ad altri. Dunque le nostre aziende si stanno facendo coraggio».

UNA PERDITA QUOTIDIANA DA 100-120MLN – Ai 30-40milioni di euro persi ogni giorno dall’autotrasporto vanno aggiunti i 20-40milioni che vengono a mancare al settore agroalimentare, secondo l’ultima stima Coldiretti. Poi ci sono i 16milioni di euro quotidiani persi da supermercati e ipermercati, come testimoniato da Federdistribuzione. E va pure calcolato qualche milione di mancate vendite nei mercati rionali, oltre ai contraccolpi sul fatturato delle compagnie petrolifere che distribuiscono meno gasolio per colpa dei camion fermi (e meno benzina agli automobilisti bloccati loro malgrado). In media, un autoarticolato costa circa 30mila euro l’anno di carburante se percorre 100mila chilometri sul territorio nazionale. In pratica, 80-90 euro quotidiani alla pompa che, moltiplicati per i 20-25mila mezzi attualmente fermi, fanno circa 2milioni di euro o poco più di carburante non acquistato ogni giorno. Tirando le somme, la protesta sta costando al sistema Paese qualcosa come 100-120milioni ogni 24 ore. Ed è una stima del tutto prudenziale. In più, i consumatori devono guardarsi dal rischio speculazioni sui prezzi dei beni alimentari e della benzina. Il Codacons denuncia già oggi indebiti incrementi fino al 50%.

Ulisse Spinnato Vega

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento