martedì, 18 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il fascino molesto del derby
Pubblicato il 13-01-2012


Domenica sera si gioca il derby, quello di Milano. E da lunedì non si parla d’altro. Sarà fuga Milan o rimonta Inter? Vedermo il derby di Ibra o quello di Milito? Giocherà Pato oppure Robinho? È derby anche per Tevez: vincerà Galliani o tra petrolieri si capiscono meglio? Allegri ha dichiarato che vuole vincere e Gattuso che ha paura di Ranieri. Dalla Pinetina, invece, silenzio assoluto. Potremmo continuare così fino a domenica sera. Perché fino al fischio d’inizio si parlerà solo di derby. E poi il post-partita. Ma cosa c’è di così affascinante nelle rivalità stracittadine?

Ho vissuto a Milano, ora sono a Roma. Sono stato pure a Barcelona dove la partita con l’Espanyol assume connotazioni anche politiche. Eppure, tutto ‘sto fascino nei derby non ce lo vedo. Chiedo in giro e mi dicono: non è come le altre partite. Vuoi mettere il piacere di andare in ufficio e sfottere i tuoi colleghi laziali quando la Roma ha vinto cinque a zero e Totti ha fatto il cucchiaio su rigore? E la gioia di vincere uno scudetto in barba a tuo cognato interista? La goduria di sfruculiare il capo quando il Milan ha perso la finale di Champions League con il Liverpool dopo essere stato in vantaggio di tre gol nel primo tempo? Non sai cosa ti perdi, mi dicono.

Continuo a non capire. Sono nato a Napoli, sono cresciuto in tempo per vedere Maradona e, sin dalla prima volta col Verona, per me il calcio è una piccola guerra. Non esistono avversari: sono tutti nemici. Perciò, quando vinciamo sono felice e voglio festeggiare con gli amici. Da buon emigrante attacco lo stereo a tutto volume e ascolto ‘O Surdato ‘nammurato. Ma quando si perde… No, quando si perde sono distrutto, incazzato e intrattabile. Voglio il conforto degli amici o, al massimo, restare da solo. E comunque, non potrei mai tollerare qualcuno che ha vinto e per di più mi prende in giro. È il mio nemico e deve stare alla larga da me.

Bisogna saper perdere? No. È meglio saper vincere, anche quando si tratta di un maledetto derby. Ecco. Altrimenti siete molesti.

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

More Posts

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ecco appunto, a Napoli il derby non lo fate, si sono inventati il derby del sud perchè tanto questo non è un paese razzista, no no per carità ma quando mai? razzista l’italiano? naaaa!!
    Chiaro che tutto sto fascino non lo vedi, è normale.
    Ma se ci fosse e il Napoli perdesse forse (finalmente) vedrei alzarsi in volo un B52 pieno di napalm 😀

  2. L’uomo ha bisogno di una scusante per scaricarvi i problemi,purtroppo!!.
    Siamo arrivati alla situazione attuale proprio perchè nessuno ,o pochi, hanno fatto presente che i problemi veri non si risolvono con la vittoria della squadra del cuore ma affrontandoli di petto.
    Se non erro ,Bartali ,con la vittoria del tour del 1948 ha evitato la guerra civile ,oggi, col pallone, si cerca di coprire i veri problemi.

  3. Pingback: IL FASCINO MOLESTO DEL DERBY

Lascia un commento