domenica, 24 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Paese del “noi”
Pubblicato il 26-01-2012


 

Grillo sostiene che riconoscere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori stranieri è senza senso. Siamo al più becero populismo, quello che usa espressioni grette come le “Liberalizzazioni delle nascite”. C´è un vuoto argomentativo e morale nel post grillino, salta all´occhio. Gli immigrati che vivono e lavorano in Italia, producono ricchezza per il Paese e contribuiscono alla crescita. Questo è un dato. Siamo stati i primi a proporre, con il capo dello Stato, lo “ius soli” per i bambini di stranieri che  vivono e lavorano in Italia e questo dovrà essere riconosciuto come diritto inalienabile. I social network, spesso, sono il banco di prova del pensiero della gente. Le contestazioni venute da quel mondo fanno pensare che c´è anche un´Italia che conosce e apprezza valori come integrazione e inclusione.

E che stavolta, la provocazione di Grillo non è riuscita a produrre consensi, ma ad irritare molta gente. Aggiornare il nostro sistema giuridico, innanzitutto. E colmare dei  grossi vuoti, sicuramente legislativi e politici. Ma prima di tutto culturali e morali. Perché potremo arrivare al punto che non ci sia un “noi” e un “loro”. E che non siano necessarie politiche  dell´integrazione, perché saremo già “noi”. Il presidente della provincia di Pesaro Urbino, ha conferito la cittadinanza onoraria ai nati da genitori stranieri. Una bella prova di civiltà. Iniziamo da qui.


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