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Opinioni e commenti
 

Ad Costa: ritardi e dubbi su scatola nera
Pubblicato il 31-01-2012


 

«Riteniamo sia intercorso un lasso di tempo forse troppo lungo fra un ordine e l’altro». Una prima ammissione seppur parziale di responsabilità da parte della Costa Crociere è arrivata in queste ore dalla persona più alta in grado, il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere Pierluigi Foschi, tornato in Commissione lavori pubblici al Senato ha parlato dei ritardi tra un ordine e un altro intercorsi durante il  naufragio e la successiva evacuazione della Costa Concordia.

 SCATOLA NERA – Ma il vero problema, al fine di accertare la dinamica dei fatti e le relative responsabilità, sta tutto nella scatola nera e quanto abbia registrato. Secondo Foschi infatti la scatola dirà forse qualcosa sulle telefonate intercorse tra il comandante Francesco Schettino e il responsabile dell’unità di crisi della Costa Crociere, Roberto Ferrarini. Il forse è dovuto al fatto che bisognerà verificare se le telefonate in entrata e in uscita siano state captate all’interno della plancia di comando della nave, dove è appunto collocata la sofisticata apparecchiatura di registrazione di dati e voci relativi alla navigazione. «La cronistoria – ha detto Foschi – è fatta ‘leggendo’ le telefonate, sempre che siano avvenute li’, perché diversamente non c’e’ registrazione. Se ci saranno, ascoltando le telefonate tra Schettino e Ferrarini si vedrà se quanto detto e’ congruo o no, sia in termini di orari che di contenuti» in merito a quanto stava accadendo a bordo. Foschi ha aggiunto «non so fino a che ora Ferrarini sia rimasto in Unita’ di crisi, lui poi e’ andato all’isola del Giglio». A proposito di Ferrarini, il presidente e amministratore delegato della Costa ha riferito che proprio oggi – contestualmente forse alla stessa audizione a Roma – veniva sentito in Procura a Grosseto “come persona informata dei fatti”. Alla ‘decrittazione’ della scatola nera è affidata forse gran parte della verità sulla tragedia del Giglio, e si attende il 3 marzo, giorno in cui a Grosseto ci sarà la prima udienza dell’incidente probatorio fissato dal Gip del Tribunale, con l’incarico formale ai 4 periti designati dal Gip stesso.

‘INCHINO’ INTENZIONALE – Il passaggio sottocosta che ha provocato il naufragio della Costa Concordia «non è stato un atto di negligenza ma di intenzione» e il comandante Schettino «ha abbandonato la nave con intenzione». Lo ha affermato l’avvocato Mitchell Proner, dello studio legale americano Proner&Proner, che, insieme allo studio legale Napoli Bern Ripka Shkolnik, ha avviato una collaborazione con il Codacons per assistere, a livello internazionale, i passeggeri della nave naufragata al Giglio. Per questo, secondo Proner, Costa Crociere e Carnival «devono essere responsabili» per l’accaduto. A proposito della pratica dell’inchino, Proner ha aggiunto che «sappiamo che è stato fatto molte volte, a Procida o a Sorrento». «Carnival – ha aggiunto l’avvocato americano – che controlla la maggior parte dell’industria crocieristica, ha guadagnato 14.5 miliardi di dollari in un solo anno. Accettano questo rischio». In merito all’ingente richiesta di risarcimento a titolo di ‘danno punitivo’, Proner ha spiegato che «solo il ‘danno punitivo’ può evitare che si ripeta una tragedia come quella del Giglio. Serve da deterrente». Gli avvocati di Codacons e l’avvocato Proner hanno spiegato che stanno raccogliendo diverse richieste da parte di passeggeri in tutto il mondo. «Ad oggi – ha spiegato l’avvocato Marco Ramadori – abbiamo 500 procure internazionali che devono essere firmate il prima possibile. Poi presenteremo diverse ‘group action’ e contiamo di iscriverle a ruolo pressola Corte di Miami entro il 13 febbraio».

EQUIPAGGIO SOTTOPOSTO A ESERCITAZIONI OGNI 14 GIORNI – Intanto il presidente della Costa Foschi nel difendere la sua posizione ha ribadito che l’equipaggio della Concordia era sottoposto alle esercitazione di evacuazione ogni 14 giorni. «La legge – ha spiegato Foschi – prevede che almeno ogni 30 giorni il personale venga sottoposto a esercitazioni.La Costa invece ne fa una ogni 14 giorni e quindi andiamo oltre quanto richiesto. I nostri sistemi di addestramento non sono affatto dilettantistici».

NON SARA’ RIMESSA IN ESERCIZIO – «Noi non riteniamo – ha detto il presidente Foschi – che possa essere rimesso in esercizio» il relitto della Costa Concordia, al momento al largo dell’isola del Giglio. La società di assicurazione, ha aggiunto, è pronta «a dichiarare la perdita totale» della nave.

NESSUNA AVARIA SUI SISTEMI DI SICUREZZA – Sulla nave non c’era «nessuna avaria sui sistemi di sicurezza». Il presidente di Costa Crociere ha così smentito le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. «Siamo spesso soggetti – ha aggiunto Foschi – a ispezioni della Guardia costiera americana». E, recentemente, a due controlli su altrettante navi, «entrambe sono uscite a pieni voti».

INDAGINE DISCIPLINARE INTERNA – «Abbiamo in corso – ha spiegato il presidente di Costa Crociere – un’indagine interna per ragioni disciplinari. Ma credo sia corretto aspettare quella della magistratura. Abbiamo un’idea. Uno lo conosciamo, ma vediamo anche la posizione di altri ufficiali». L’ad di Costa ha sottolineato che «c’è una sequenza di ordini che devono essere dati prima dell’evacuazione. Non siamo certi dell’orario e non siamo certi di chi li ha dati. Li dà il comandante, ma non è certo».

RICERCHE SOSPESE SOLO IN PARTE SOMMERSA – Le ricerche all’interno della Costa Concordia, ha detto Foschi, sono state «sospese solo nella parte completamente sommersa».La Costa Concordia «si muove di qualche millimetro all’ora. L’ultima volta – ha spiegato Foschi – di4 cm in 6 ore. E’ un «movimento che si attribuisce al fatto che lo scafo si stia allineando alla conformità del sottosuolo» anche a causa del maltempo.

2-300 PASSEGGERI SALVATI DA MEZZI AUTORITÁ – Secondo il presidente di Costa Crociere, furono 2-300 i passeggeri salvati dai mezzi di soccorso delle autorità italiane. L’ad di Costa Crociere ha detto che la notte del naufragio della Concordia «alcuni passeggeri furono soccorsi da elicotteri». E poi, inoltre, ci furono «anche recuperi in mare con mezzi delle autorità. Costa Crociere non ha fatto tutto da sola». Secondo l’ammiraglio Marco Brusco, comandante della Guardia costiera furono 7-800 i naufraghi salvati dalle motovedette di soccorso. «Io – ha concluso Foschi – so di 2-300».

DANNO D’IMMAGINE – «Siamo preoccupati per l’immagine” dopo il naufragio della Concordia. «La società – ha spiegato Foschi – è patrimonialmente strutturata. Avevamo 15 navi prima, ora 14, due sono in ordine». Costa Crociere, ha spiegato, aveva stipulato «assicurazioni sufficienti a coprire sia i costi della perdita che le passività». Sulle operazioni di rimozione, ha aggiunto Foschi, «per noi l’unico limite è la conoscenza tecnica. Non facciamo considerazioni di ordine economico. Già il 14, rappresentanti della Smit (la società che ha ottenuto l’appalto per estrarre il carburante) erano già lì. Dobbiamo affrontare – sottolineato – prima lo svuotamento serbatoi e poi rimuovere i detriti». Ultimo tassello sarà la rimozione della nave: «Non c’è conoscenza al mondo – ha concluso – e cerchiamo di acquisirla».

ENTRO 24 ORE POMPAGGIO CARBURANTE – Secondo il presidente di Costa Crociere, «le operazioni di pompaggio del carburante» dalle cisterne della Costa Concordia inizieranno entro 24 ore. É stato il maltempo, ha sottolineato, la causa per cui questa operazione e’ stata rimandata dai tecnici.

 Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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