sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il verde in città? A Londra e New York la soluzione sono le torri galleggianti
Pubblicato il 30-01-2012


Si chiamano Sea trees ‘alberi di mare’ e sono un ritrovato di vecchia sapienza artigianale e di raffinata tecnologia. Gli architetti che li hanno progettati li vedono come l’ultimo baluardo utile per salvare il pianeta da una deriva ecologico ambientale fin troppe volte annunciata. Dalle prime immagini diffuse sembrano degli alti simulacri di modernità che strizzano potentemente l’occhio al design e all’innovazione. Ma i professionisti olandesi che li hanno progettati non negano di aver trovato ispirazione per questi oggetti nella centenaria esperienza accumulata nel combattere le acque. 
Un parco galleggiante che per città come New York e Londra potrebbe essere la soluzione per garantire un rinfoltimeto del verde urbano necessario a contrastare lo smog e l’inquinamento da metropoli. Una struttura a strati in grado di ospitare un habitat per fauna selvatica. Gli architetti dell’olandese Waterstudio che lo hanno ideato ritengono che la ‘torre’ possa fornire anche aree adatte ad accogliere uccelli, api, pipistrelli, con effetti positivi per l’ambiente urbano. Per ormeggiare il gigante galleggiante al fondale marino sarebbero sufficienti dei cavi di acciaio.

La tecnologia necessaria per la progettazione e la costruzione delle torri è già disponibile. Per gli architetti olandesi che stanno lavorando al progetto arriva in buona parte dai secoli di esperienza che si sono fatti i loro avi nell’affrontare i capricci del mare. La compagnie petrolifere utilizzano già torri galleggianti di questo tipo. Per inventare questi giardini pensili sul mare è stato sufficiente dare loro una nuova forma. A popolarle poi di verde e di animali hanno pensato le università e i centri di ricerca olandesi che vantano grandi competenze in questo campo.

Il verde cittadino in un App. Esatto, il verde cittadino pensato come fosse un app per smartphone, facile da aggiungere dove si vuole, basta che ci sia il mare. La cultura degli smartphone si fa pervasiva e arriva anche all’architettura e dintorni. In questo caso la struttura multipiano del sea tree consente di ospitare sulle torri contemporaneamente varie forme di vita floreale ed animale. Un progetto che sa tanto i di provocazione nei confronti di quegli stessi urbanisti che dovrebbero stanziare i fondi necessari per realizzare questi giardini da mare.

Quanto costano? La Waterstudio parla di 5.000.000 di euro, prezzo che potrebbe subire delle variazioni in base alla profondità del mare in cui dovranno essere installati, alla location in cui dovranno essere trasportati e al tipo di flora e di fauna che vi si vorrà far crescere sopra. Un investimento che a detta di questi professionisti anche molte compagnie petrolifere potrebbero trovare interessante, se non atro che per riconvertire la loro immagine di principali responsabile dell’effetto serra.

La riflessione va oltre la notizia e corre lungo quella linea sottile che dovrebbe unire lo sviluppo urbano e industriale e quello sostenibile. Le città e le zone industriali attigue che si allacciano ad esse senza soluzione di continuità spesso lasciano poco spazio al verde. Un esempio? Andate a vedere la zona del Delta del fiume delle perle in Cina. Sono 100 km ininterrotti di fabbricati ad uso civile ed industriale che inglobano Hong Kong, Shenzen, Macao e Canton da dove arriva anche l’allarme per il pericolo di estinzione del delfino rosa che difficilmente potrà tornare a proliferare nelle acque che domani bagneranno i See trees.

Marco Bennici

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