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Opinioni e commenti
 

Il viceministro “fighetto” accusa gli studenti “sfigati” e poi si scusa
Pubblicato il 24-01-2012


Dopo i “bamboccioni” del fu Tommaso Padoa Schioppa, dopo “l’Italia peggiore” di Renato Brunetta, ecco gli “sfigati” del viceministro del Lavoro Michel Martone. Per i giovani italiani c’è sempre qualcuno in qualche ministero pronto ad affibbiare etichette poco lusinghiere. «Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato». Al numero 2 di Elsa Fornero va almeno riconosciuto di aver usato uno slang giovanile per le sue offese. Prendendo in prestito il suo vocabolario lo si potrebbe definire un linguaggio da viceministro “fighetto”.

IL CURRICULUM D’ORO – «Constatiamo di essere di fronte alla classica dichiarazione di una persona che non ha un minimo attaccamento con la realtà di cui parla», ha commentato il coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari Michele Orezzi. E in effetti l’esperienza del viceministro nel mondo reale non è di quelle ordinarie. Basta controllare il suo curriculum sul sito web del ministero. Classe 1974, Martone è già ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Teramo, alla Luiss di Roma insegna la stessa materia come docente incaricato, è già stato consigliere di Renato Brunetta al ministero della Pubblica amministrazione, come avvocato ha fondato lo studio Martone & Martone e, per concludere, partecipa ai Seminari per leaders organizzati dall’Aspen Institute negli Stati Uniti.

I SECCHIONI – Un curriculum di tutto rispetto per il viceministro, che certamente avrà raggiunto la sua posizione per merito e impegno nello studio, se è vero che per lui «essere secchioni, in fondo non è male». Ma ha provato a pensare, il viceministro, che forse non tutti possono permettersi di essere secchioni? Perché anche avendo tutta la passione per i libri e la voglia di studiare, se per mantenerti sei costretto a lavorare in un pub fino a tarda notte, magari in nero e mal pagato, forse risulta più difficile raggiungere in tempo la laurea. E se devi saltare sul motorino, tra una lezione e l’altra, vestendo i panni del pony express per pagarti la retta universitaria, ci sta anche che non sempre possa trasformarti in un topo da biblioteca.

LE SCUSE – In effetti il viceministro ci ha pensato qualche ora dopo. Subissato dalle richieste di chiarimento – anche l’Avanti!online aveva provato a rompere il silenzio stampa dietro cui Martone si era trincerato – se ne è uscito con un comunicato stampa di scuse. «Non pensavo di suscitare tali reazioni – ha dichiarato nella nota – ma, visto il dibattito, ci tengo a chiarire che, con la mia dichiarazione di oggi, non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso. Per il resto, prometto in futuro di essere più sobrio ma sempre sincero». Meglio tardi che mai.

Nicola Bandini

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Commenti all'articolo
  1. Ma questo governo aveva proprio bisogno del sig.Martone?
    Non sarà sfigato,il posto che occupa e tanto altro ancora lo dimostra,ma avventato certamente si. In fondo un vecchio detto popolare sostiene che chi pratica lo zoppo…., e Martone ha avuto una intensa frequentazione con Brunetta!!!!!

  2. Onore agli studenti lavoratori! Chiediamo a Monti di destinare fondi adeguati al sostegno economico dei meritevoli e bisognosi. Può non piacere il termine usato dal ministro, però chiediamoci cosa ci sta a fare un fuori corso di 28 anni, che abbia solo l’impegno di studiare.

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