martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

In Pakistan arriva l’autobus anti stupro
Pubblicato il 09-01-2012


È nato l’autobus per sole donne. Contro abusi e molestie nei mezzi pubblici in Pakistan. Da alcuni giorni stanno circolando per Lahore, la seconda città più grande del Paese, automezzi di colore rosa dell’azienda “First Bus Service”, il cui accesso è consentito esclusivamente alle passeggere. Anche i controllori sono donne, mentre gli autisti sono uomini. “È un impegno per garantire alle signore un viaggio sicuro e libero da approcci sessuali” ha detto Muhammad Dastgir Baloch, dirigente della compagnia che ha lanciato il progetto-pilota in collaborazione con l’amministrazione locale. «Per ora sono solo tre gli autobus rosa su oltre un centinaio in nostro possesso – ha continuato – ma se l’esperimento avrà successo potremo arrivare al 20% dei nostri mezzi dedicati alle donne». Nel giorno di inaugurazione il primo autobus circolante ha preso a bordo 52 pakistane, mentre funzionari della “First Bus Service” scendevano a ogni fermata per spiegare alle persone le modalità dell’originale iniziativa.

«È una buona idea – ha commentato Amna, studentessa dell’Università del Punjab – perché le donne devono fronteggiare ogni giorno attenzioni non richieste da parte degli uomini». Stesso apprezzamento da parte di un’altra studentessa, Ramsha Naeem, la quale ha però sottolineato che «tre autobus sono pochi e che per mezz’ora non ne ha visto arrivare nessuno». 

MOLESTIE – Il progetto è stato accolto con favore anche da Nasir Mumtaz, del programma per le pari opportunità e la protezione sociale della Fondazione Kashf, che ha tuttavia chiesto al governo di «formare anche autiste donne». Come spiegano gli attivisti per i diritti umani, le molestie nei confronti delle pakistane sui mezzi pubblici o anche per strada sono molto frequenti. Comportamenti di questo genere inducono le famiglie delle ragazze ad essere ancora più protettive nei loro confronti e ne limitano fortemente la libertà e la possibilità di lavorare.

ANALFABETISMO – In generale la condizione delle donne in Pakistan, specialmente se residenti in aree rurali, è molto arretrata. Secondo le ultime stime ufficiali, circa il 64% delle donne è analfabeta contro il 33% degli uomini. È diffusa, soprattutto nelle zone tribali, l’usanza di far sposare le bambine e in diversi casi lo sposo è un anziano con altri matrimoni alle spalle.

DIRITTI NEGATI – Inoltre in tribunale la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo: in caso di stupro subíto dalla donna, la sua deposizione non viene neppure accettata e lei è costretta a portare 4 testimoni di sesso maschile perché la violenza sessuale venga riconosciuta. Se poi lo stupro è accertato, la donna resta comunque punibile con il carcere in quanto adultera che ha avuto un rapporto sessuale al di fuori del matrimonio. Il mese scorso l’associazione per i diritti umani “Khwendo Kor” (Casa delle Sorelle), sostenuta dalle Nazioni Unite, ha descritto in particolare gli abusi a cui sono sottoposte le donne nei distretti tribali pashtun nel nord-ovest del Pakistan, all’interno dei campi profughi per sfollati dalle aree di scontri tra ribelli islamici ed esercito pakistano. Il rapporto ha denunciato prestazioni sessuali estorte in cambio di cibo, violenze, matrimoni forzati e delitti d’onore. Le più vulnerabili sono le donne sole, vedove o nubili.

Luciana Maci

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