domenica, 22 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Indignados e Occupy fanno irruzione a Porto Alegre
Pubblicato il 27-01-2012


«Porto Alegre ha accolto la delegazione italiana a suon di applauditissimi (e attesi) attacchi» racconta Giovanni Allegretti, ricercatore italiano presso l’Università di Coimbra ed esperto di Politiche Partecipative, dal Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre. Un Forum ad alta tensione anche perché accanto ai promotori della cosiddetta Primavera araba e alle reti contadine quest’anno a far sentire la loro voce ci sono anche gli “Indignati” e “Occupy”. Il sociologo portoghese Boaventura De Sousa Santos ha definito il governo Monti e il governatore della BCE Mario Draghi «agenti in incognito» della Goldman Sachs, che mirano a risolvere la crisi a partire dalla prospettiva dei suoi maggiori responsabili.

LA MOBILITAZIONE – Giornate calde, queste, per l’economia globale. Da una parte all’altra della Terra, ne stanno discutendo i “Grandi del Pianeta”. Da un lato leader economici e capi di Stato – riuniti a Davos, in occasione del 42° Vertice Economico Mondiale – dall’altro i movimenti “dal basso” a Porto Alegre, dove è invece in corso il FSM. Promuovere pratiche di democrazia partecipativa, portare sostegno alla Primavera araba, rafforzare legami intercontinentali che prescindano dal livello governativo e prepararsi a RIO + 20 (prossimo Summit ONU sul cambiamento climatico) sono le sfide al centro del Forum in corso.

IL BRASILE – Il Brasile fa invece da degno padrone di casa. Recentemente il governo ha creato un gabinetto ad hoc per promuovere la partecipazione cittadina alla costruzione delle politiche pubbliche. Per il maggio prossimo è poi in programma una visita di rappresentanti dello Stato del Rio Grande do Sul in Europa, per confrontarsi con i governatori regionali del vecchio continente interessati ad ampliare i propri percorsi partecipativi. Secondo Chico Whitaker, storico attivista brasiliano, il neoliberismo «che trasforma i diritti in convenienza», è lungi dall’essere sconfitto. Il processo del Forum è dunque costretto a rigenerarsi e rinnovarsi costantemente, continuando a sensibilizzare e coinvolgendo tutti gli attori nuovi o più emarginati.

LA MERKEL – In vista del FSM del 2013, che probabilmente si svolgerà in Tunisia, si moltiplicano gli eventi collegati al processo. Passando per Porto Alegre, Marsiglia e Rio De Janeiro, la società civile approderà nel novembre prossimo anche in Italia, a Firenze, per celebrare il decennale del primo Forum sociale Europeo. E da lì a seguire, per i prossimi anni di mobilitazione condivisa, con obiettivi comuni. Ad aprire i lavori di Davos è stata la Cancelliera tedesca Angela Mekel: «L’Europa è un grande e magnifico progetto: sono convinta che lo vogliamo sviluppare». A Porto Alegre, i movimenti popolari sembrano guardare già oltre, in un’altra direzione. Saranno le due piattaforme in grado di dialogare? La crisi lo esige.

Silvia Koch

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento