giovedì, 19 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Influenza, 230mila italiani a letto
Pubblicato il 20-01-2012


L’influenza, il più classico e periodico dei mali anche quest’anno non ha deluso le attese di medici e purtroppo anche di sfortunati pazienti. Sono 230.000 gli italiani a letto in questi giorni a causa dell’influenza, il cui picco, avvertono i medici di famiglia, arriverà a metà febbraio. Malattia respiratoria acuta dovuta alla infezione da virus influenzali, a carattere stagionale che, nell’emisfero occidentale, ha visto il primo isolamento del virus influenzale nell’uomo nel1933 in Inghilterra (ma in precedenza erano stati isolati virus influenzali sia da polli che da suini).

I NUMERI – Nell’ultima settimana di rilevazione (9-15 gennaio) il virus ha dunque messo a letto ben 230.000 italiani e da metà ottobre circa un milione e duecentomila persone sono state colpite dalla malattia. L’influenza si manifesta bruscamente, accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, mal di gola, raffreddore e tosse non catarrale. A farne le spese soprattutto i bambini, che in età scolare tendono a scambiarsi i patogeni. É sempre valida la legge delle «‘tre L’: latte, lana e letto» spiega Andrea Vania, docente di Pediatria all`Università di RomaLa Sapienza – Polo Pontino. Memori dei migliori consigli della nonna, è importante che i genitori tengano a riposo e al caldo i loro piccoli malati senza forzarli a mangiare.

IN AUMENTO – I medici di famiglia ogni settimana gestiscono circa mezzo milione di pazienti con queste forme acute, che comportano un importante consumo di risorse sanitarie e non. «Possiamo stilare un primo bilancio di metà stagione influenzale», spiega Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg). «L’attuale curva di incidenza – aggiunge – si posiziona nel mezzo delle precedenti stagioni con un sensibile aumento che prelude al raggiungimento del picco nelle prossime tre-quattro settimane». Aumento che può essere tamponato tramite semplici atteggiamenti volti alla prevenzione: vaccinarsi è il modo migliore di prevenire e combattere l’influenza, sia perché aumentano notevolmente le probabilità di non contrarre la malattia sia perché, in caso di sviluppo di sintomi influenzali, questi sono molto meno gravi e, generalmente, non seguiti da ulteriori complicanze.

Diletta Liberati

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