martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Io non ci sto
Pubblicato il 30-01-2012


I fischi della Curva Sud durante il minuto di silenzio all’Olimpico oppure il trentennale del gemellaggio tra Genoa e Napoli a Marassi: le due facce di una tranquilla domenica di calcio e tifo.
È domenica, sono le 15. All’Olimpico, come in tutti gli altri stadi, si osservano sessanta secondi di silenzio in memoria del presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro. Dalle gradinate della Sud partono i fischi: sono pochi eppure, nel silenzio di una maggioranza rispettosa, fanno tanto – troppo – rumore. Sgombriamo subito il campo da equivoci: che provengano da frange estreme del tifo è palese, che siano di destra o sinistra poco importa. Non è tifo politicizzato: sono sempre i soliti idioti; quelli dei cori razzisti contro Balotelli, quelli che urlano “colerosi” ai napoletani.
Contemporaneamente, a Marassi, il minuto di silenzio viene rispettato. Anzi, per farlo, le due tifoserie interrompono i festeggiamenti per il trentennale del loro gemellaggio. Una festa condita dalla coreografia stupenda sugli spalti genoani: i colori del grifone che si fondevano con quelli azzurri dei partenopei. Un pomeriggio di cori bipartisan, senza alcuna nota stonata. Eppure i presupposti del conflitto c’erano tutti. Da parte genoana si imputa al Napoli di aver infierito durante l’ultimo scontro diretto, quello dell’andata, finito 6 a 1 per gli azzurri. Il presidente del Genoa Preziosi – che, essendo napoletano, del gemellaggio dovrebbe essere icona – ha contestato il balletto, a suo parere eccessivo e irrispettoso, che Zuniga ha fatto dopo il sesto gol. Eppure, neanche l’ennesima genialata del re dei Gormiti, è riuscita ad accendere gli animi. Le tifoserie sugli spalti hanno offerto uno spettacolo esemplare e, anche quando in campo la partita è diventata spigolosa e polemica, non è successo nulla: peace and love.
Insomma, quarantamila spettatori festeggiavano una domenica particolare a Marassi e, c’è da sottolinearlo ancora una volta, settantacinquemila rispettavano il silenzio all’Olimpico. Gli altri, solo un centinaio, i soliti idioti, hanno rovinato coi fischi la commemorazione di Scalfaro: eppure si parla quasi solo di loro. Bianconi l’ha definito “dissenso contro le istituzioni”, al Giornale provano a strumentalizzarli contro “i boiardi di sinistra”. Ma fatemi il piacere… Non è dissenso e nemmeno politica: sono solo e sempre i soliti idioti. No, io non ci sto, come diceva Scalfaro. Invece di sbatterli in prima pagina, su questa gente bisognerebbe far calare un silenzio sdegnato. Della gente per bene, quella che allo stadio ci va per festeggiare e passare una bella domenica, di questo bisognerebbe parlare in questo fine settimana di calcio e tifo.
Ma, si sa, gli imbecilli fanno vendere di più.

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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Commenti all'articolo
  1. Non sono d’accordo con il tuo bel temino da bravo bambino che vuole e deve sempre applaudire il maestro, e questo anche quando il maestro è tra i peggiotri che la storia ci abbia potuto consegnare, Scalfaro non fu mai un uomo di nessun valore, la sua vita ne è stata meglio che ogni discorso la testimonianza. I fischi che tu commenti con tanta informazione sportiva sono semplicemente il non voler accettare che il potere debba essere rispettato quando marcio e il tuo pezzo mi preoccupa come socialista. Auguri

  2. caro emanuele
    su questo blog si rispettano tutte le opinioni e soprattutto quelle contrarie, a meno che non siano offensive. la tua è contraria alla mia ma non offende nessuno. quindi merita rispetto ed attenzione. anche se stimo profondamente scalfaro e non ho mai avuto problemi ad applaudirlo pubblicamente in questo caso non parlavo affatto di lui.
    forse l’argomento non era chiaro – e, nel caso, la responsabilità è mia – ma parlavo di tifo calcistico, parlavo di informazione, se vogliamo. i fischi durante il minuto di silenzio, sono un gesto di teppismo stupido gratuito, quale che sia il motivo e chiunque sia il bersaglio. questo era un invito a boicottare le manifestazioni di teppismo (non quelle di dissenso) per celebrare la gente che allo stadio ci va per divertirsi e festeggiare. insomma, si può e si deve contestare chiunque. ma nei luoghi e nei momenti adatti. il minuto di raccoglimento non era il momento adatto per farlo. e, a mio parere, neanche questo pezzo era il luogo adatto per farlo.
    ecco tutto. ti ringrazio per l’attenzione e spero continui a seguirci.

  3. Credo che nessun politico meriti di essere ricordato con forzature calcistiche di questo e altro tipo che sia di sinistra o di destra. Se vogliono battergli le mani si organizzino un incontro a casa loro e piangano il morto. Ma obbligati a subire certe cavolate mi sembra ridicolo di un paese democratico e in più non posso nemmeno fischiare.Bravo Emanuele.

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