domenica, 24 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

LA CRISI DEI PICCOLI
Pubblicato il 05-01-2012


Il 2012 si apre con alcune notizie che certo non ci rassicurano. La chiusura dello stabilimento OMSA con conseguente licenziamento di 239 operaie è solo uno degli esempi. La casa di produzione di calze, infatti, ha deciso di chiudere in Italia per spostare la produzione in Serbia, dove certamente i costi del lavoro sono molto più bassi. Allo stesso tempo, però, chi risentirà maggiormente della crisi in atto saranno le piccole imprese artigiane e commerciali che costituiscono il tessuto economico del Paese. La morte per suicidio in Sicilia di un imprenditore dopo essere stato costretto a licenziare i suoi dipendenti ne è ulteriore esempio. Un’indagine di Confcommercio Umbria prevede che nell’arco dell’anno appena iniziato chiuderà un negozio su tre nel territorio regionale. A fronte di queste notizie che continuano a rincorrersi, si pone la necessità di porre interventi urgenti al fine di evitare una vera paralisi del sistema. Manovre come quelle fin ora approvate rischiano infatti di massacrare la piccola e media impresa che, da sempre, costituisce il primo vero motore della nostra economia e di aumentare in maniera esponenziale il numero dei licenziamenti. Le grandi aziende potranno salvarsi continuando a spostare la produzione all’estero, gli altri rischiano solo di perire.

Claudia Bastianelli

Segr. nazionale Fgs - Bastian Contrario

More Posts

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Esprimo vivo apprezzamento per l’apertuta dell’AVANTI sui drammatici problemi del lavoro, che rimane il punto di riferimento prioritario per i Socialisti ed essere al centro del nostro impegno politico in quanto il futuro dei giovani è fondamentale per il nostro domani.

  2. Certamente la colonna portante del tessuto produttivo italiano è formata dalle piccole e medie imprese, e si deve tutelare al massimo questo patrimonio nazionale che ci permette ancora oggi in un momento di forte crisi di essere tra le potenze economiche più forti del mondo. Al tempo stesso questo sistema si regge anche con il supporto delle medio grandi imprese. Quello che manca è quindi una vera e propria politica industriale del paese che possa permettere all’intero sistema italiano di reggere al momento di crisi e poter pensare a breve ad un rilancio del sistema economico e produttivo complessivo……..

Lascia un commento